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“Violenze disumane sui bambini”. L’orrore scoperto dopo 55 anni: chi è l’orco, agghiacciante

Pubblicato: 10/02/2026 19:33

Un cittadino francese di 79 anni, nato ad Annecy nel 1946 e residente nell’Isère, è detenuto dal febbraio 2024 con accuse di stupri e aggressioni sessuali aggravate ai danni di 89 minorenni. Secondo la magistratura di Grenoble, i reati si sarebbero verificati tra il 1967 e il 2022, sia in Francia sia all’estero. L’uomo, identificato come Jacques Leveugle, è anche indagato per l’uccisione della madre e della zia, asfissiate con un cuscino in due distinti episodi avvenuti negli anni Settanta e Novanta.

L’accusa si basa in larga parte su una chiavetta USB scoperta nel 2022 da un nipote, che l’ha consegnata alla polizia di Vizille. Al suo interno sono stati trovati numerosi scritti personali, una sorta di inventario suddiviso in quindici cartelle, in cui Leveugle annotava presunti rapporti sessuali con adolescenti tra i 13 e i 17 anni.

Secondo il procuratore generale Etienne Manteaux, Leveugle avrebbe vissuto e lavorato in numerosi Paesi, tra cui Germania, Svizzera, Portogallo, Marocco, Niger, Algeria, Filippine, India, Colombia e Nuova Caledonia, inserendosi stabilmente nei contesti locali.

In più occasioni si sarebbe presentato come insegnante o tutor scolastico, utilizzando la propria posizione per avvicinare i giovani. Descritto come persona colta e carismatica, avrebbe agito tramite una sorta di “seduzione intellettuale”, fatta di ironia e autorevolezza, rappresentandosi come figura educativa ispirata all’antica Grecia.

Parallelamente all’inchiesta sugli abusi, gli inquirenti hanno aperto un fascicolo separato sugli omicidi confessati dall’indagato. Leveugle ha ammesso di aver ucciso la madre, malata terminale di cancro, all’inizio degli anni Settanta, e la zia novantenne circa vent’anni dopo, sostenendo di considerare entrambi i gesti “legittimi”.

L’uomo ha dichiarato di volere lo stesso trattamento in caso di propria fine vita, suscitando ulteriore allarme negli inquirenti e nelle autorità giudiziarie.

Dal 2022 a oggi, circa 150 persone sono già state ascoltate dagli investigatori, che hanno ricostruito la rete dei contatti e i luoghi frequentati dall’indagato in tutto il mondo.

La procura ha lanciato un nuovo appello pubblico, invitando eventuali altre vittime a farsi avanti rapidamente. Manteaux ha sottolineato che il fattore tempo è cruciale, perché per le violenze anteriori al 1993 incombe il rischio di prescrizione.

L’età avanzata dell’imputato impone di chiudere il fascicolo entro il 2026 per arrivare a una sentenza in tempi ragionevoli, garantendo così giustizia alle vittime e permettendo alla magistratura di completare un’inchiesta complessa e internazionale.

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