
Un nuovo attacco aereo russo nella regione di Kharkiv, nell’Ucraina orientale, ha provocato la morte di tre bambini e di un adulto. A renderlo noto è stato il capo dell’amministrazione militare locale, Oleg Synegubov, che ha parlato di un raid particolarmente violento contro un’abitazione civile.
Secondo quanto riferito dalle autorità ucraine, il bombardamento ha colpito una casa nella città di Bogodukhiv, situata vicino al confine con la Russia. L’esplosione ha devastato l’edificio, intrappolando al suo interno le persone presenti al momento dell’impatto.
“Due bambini di un anno e una bambina di due sono morti”, ha dichiarato Synegubov, sottolineando la giovane età delle vittime. Insieme a loro ha perso la vita anche un uomo di 34 anni che si trovava nell’abitazione al momento dell’attacco. Non è stato chiarito se fosse il padre dei piccoli.

La tragedia arriva a poche ore di distanza da un altro episodio sanguinoso nella stessa città. Lunedì, infatti, un precedente raid aereo russo su Bogodukhiv aveva causato la morte di una donna e di un bambino di 10 anni, alimentando paura e tensione tra i residenti.
La regione di Kharkiv è da tempo uno dei principali teatri del conflitto. La sua posizione strategica, a ridosso del confine russo, la rende particolarmente esposta a bombardamenti e incursioni. Le autorità locali parlano di attacchi quasi quotidiani contro centri abitati e infrastrutture civili.
Mosca conduce raid aerei quotidiani sull’Ucraina, colpendo regolarmente aree urbane. Kiev denuncia un uso sistematico della forza contro obiettivi non militari, mentre la comunità internazionale continua a chiedere il rispetto del diritto umanitario e la protezione dei civili.
Secondo un rapporto della Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina (HRMMU), pubblicato all’inizio di gennaio, quasi 15.000 civili ucraini sono stati uccisi e 40.600 feriti dall’inizio dell’invasione russa, il 24 febbraio 2022. Numeri che fotografano la portata devastante del conflitto.
Il documento delle Nazioni Unite evidenzia inoltre come il 2025 sia stato l’anno più mortale dopo il 2022, con oltre 2.500 civili uccisi. Un dato che segnala un’intensificazione delle violenze nonostante i ripetuti appelli diplomatici per una de-escalation.
Mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie a Bogodukhiv, l’ennesima strage di civili riporta al centro dell’attenzione il dramma umanitario in corso nell’Est dell’Ucraina. E ancora una volta, a pagare il prezzo più alto sono i più vulnerabili: i bambini.


