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Zoe Trinchero era ancora viva quando è stata gettata nel canale: l’esito dell’autopsia

Pubblicato: 11/02/2026 08:42

Ha chiesto scusa per l’omicidio di Zoe Trinchero, la diciassettenne uccisa a Nizza Monferrato, nell’Astigiano, ma poi ha scelto il silenzio. Lunedì pomeriggio, nel carcere di Alessandria, Alex Manna, ventenne, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’udienza di convalida del fermo davanti al pm Giacomo Ferrando e al gip Aldo Tirone.

Il suo silenzio non ha però alleggerito la sua posizione. L’autopsia sul corpo di Zoe ha stabilito un elemento cruciale: la ragazza era ancora viva quando è stata gettata nel canale. Un dettaglio che cambia il peso giuridico dell’accusa e rafforza l’impianto dell’omicidio volontario.

L’esame autoptico, eseguito dall’anatomopatologa Alessandra Cicchini, ha accertato che la giovane presentava un trauma cranico dovuto ai pugni ricevuti, ma che la morte è stata causata dalla caduta nel canale da un’altezza di circa tre metri. Questo esclude l’ipotesi di omicidio preterintenzionale.

Secondo gli inquirenti, il gesto di lanciarla nel canale dimostrerebbe la volontà di uccidere o, quantomeno, la consapevolezza che quell’azione avrebbe potuto provocarne la morte, configurando il cosiddetto dolo eventuale. Manna è accusato di omicidio aggravato dai futili motivi.

Non è stata invece contestata l’aggravante di femminicidio, introdotta lo scorso dicembre, che prevede la discriminazione della vittima in quanto donna o la repressione dei suoi diritti e delle sue libertà. Tra le ipotesi iniziali vi era quella di un rifiuto da parte di Zoe, ma il giovane ha negato questa circostanza.

Durante la confessione resa sabato ai carabinieri, Manna ha dichiarato: «Non mi fregava di lei perché ero fidanzato. Non ho provato a baciarla, non avevo un interesse sessuale o sentimentale». Ha parlato di un litigio verbale legato al suo tradimento e ha aggiunto: «Non riesco a spiegarmi perché ho reagito così».

L’avvocata difensore, Gambino, ha spiegato che il suo assistito aveva già detto tutto al pubblico ministero, motivo per cui ha scelto di non rispondere in sede di convalida. «Per rispetto delle famiglie preferisco il silenzio: è una situazione molto delicata che ha sconvolto una comunità intera», ha dichiarato.

Intanto emergono dettagli sulla serata dell’omicidio a Nizza Monferrato. Dopo aver discusso con Zoe, Manna l’avrebbe spinta nel canale e poi avrebbe cercato di depistare gli amici, indicando come responsabile un musicista del posto. Una cinquantina di persone si è radunata sotto casa dell’uomo in un tentato linciaggio: i carabinieri stanno ora identificando i presenti.

La comunità resta sotto shock. Nel luogo del ritrovamento del corpo si moltiplicano fiori, biglietti e messaggi contro la violenza sulle donne. “Insegniamo ai nostri figli che le donne non appartengono a nessuno”, si legge su un cartello. Parole che raccontano dolore, rabbia e la richiesta di giustizia per Zoe, una ragazza di 17 anni la cui vita è stata spezzata in una notte di violenza.

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Ultimo Aggiornamento: 11/02/2026 08:43

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