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Whatsapp denuncia: la Russia ha tentato il blocco totale

Pubblicato: 12/02/2026 08:13

La tensione tra Russia e piattaforme digitali occidentali si riaccende sul fronte della messaggistica istantanea. L’applicazione WhatsApp ha denunciato pubblicamente un tentativo di blocco totale del servizio nel Paese, parlando di una mossa finalizzata a spingere gli utenti verso un’alternativa controllata dallo Stato. La comunicazione è arrivata attraverso il profilo ufficiale dell’azienda su X, dove si sottolinea il possibile impatto su oltre 100 milioni di utenti.

Secondo quanto dichiarato, “il governo russo ha tentato di bloccare completamente WhatsApp nel tentativo di spingere le persone verso un’app di sorveglianza di proprietà statale”. L’azienda ha definito l’iniziativa un passo indietro sul piano della sicurezza digitale, sostenendo che isolare milioni di persone da comunicazioni private e sicure rischia di esporre i cittadini a maggiori vulnerabilità. La società ha inoltre assicurato di essere al lavoro per mantenere gli utenti connessi, nonostante le restrizioni.
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Stretta sui servizi di messaggistica

L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di restrizioni ai social network stranieri. L’autorità di regolamentazione russa ha infatti imposto limitazioni anche a Telegram, accusando la piattaforma di violare la normativa nazionale e di non contrastare in modo sufficiente l’uso dell’app “a fini terroristici”. Si tratta dell’ultimo capitolo di una strategia che punta a rafforzare il controllo sui flussi comunicativi online.

Fondata dal russo Pavel Durov, oggi cittadino francese, Telegram rappresenta insieme a WhatsApp uno dei due servizi di messaggistica più diffusi in Russia. Tuttavia, anche WhatsApp risulta già oggetto di ampie limitazioni operative nel Paese a partire da gennaio, sempre con la motivazione di presunte violazioni delle leggi locali.

La pressione normativa non è nuova. Già durante l’estate scorsa le autorità avevano vietato agli utenti russi di effettuare chiamate tramite Telegram e WhatsApp, segnando un primo giro di vite significativo sulle funzionalità delle app.

L’alternativa statale: Max

Parallelamente alle restrizioni, le autorità stanno promuovendo Max, una nuova applicazione di messaggistica sostenuta da Mosca. Lanciata nel 2025 dal colosso russo dei social media VK, Max viene presentata come una “super-app” capace di integrare servizi governativi e accesso a negozi online. Nonostante il sostegno istituzionale, la piattaforma risulta al momento molto meno popolare rispetto ai concorrenti internazionali.

L’obiettivo dichiarato delle autorità è incentivare l’adozione di strumenti digitali ritenuti più conformi alla legislazione nazionale e più controllabili sul piano della sicurezza. Tuttavia, la denuncia di WhatsApp riporta al centro il dibattito su libertà digitale, privacy e accesso alle comunicazioni private in un contesto geopolitico sempre più teso.

La vicenda evidenzia ancora una volta lo scontro tra sovranità normativa e piattaforme globali, con milioni di utenti potenzialmente coinvolti in una partita che riguarda non solo la tecnologia, ma anche i diritti fondamentali legati alla comunicazione.

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