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Nordio, il ministro rilancia sul Csm: “Sistema para-mafioso? Ho citato Di Matteo. Ne dirò altre ogni giorno”

Pubblicato: 16/02/2026 09:16

Un pomeriggio ad alta tensione politica. Le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio sul Csm e sul presunto «sistema para-mafioso» hanno scatenato reazioni durissime. «Inadeguato», «indecente», «eversivo»: sono solo alcune delle accuse piovute sul Guardasigilli dopo l’intervista rilasciata al Mattino di Padova. Ma Nordio non arretra. Anzi, rilancia.

«Non sono parole mie, cito altri magistrati»

Al Corriere il ministro precisa: «Ah ma non è mica mio quel giudizio. Fossi matto. Io in questi casi ormai cito gli altri». Il riferimento è a una frase pronunciata nel 2019 dall’ex pm antimafia Nino Di Matteo, che in un’intervista aveva denunciato le «degenerazioni del correntismo» nel Consiglio superiore della magistratura, parlando di criteri «molto vicini alla mentalità e al metodo mafioso».

Nordio sostiene di aver semplicemente ripreso dichiarazioni già pubbliche: «Ne ho altre. Anche peggiori. Ogni giorno ne tirerò fuori una. Possiamo andare avanti fino al referendum». Una strategia che il ministro definisce una risposta alle «fake news dei sostenitori del no».

Il nodo del correntismo e il sorteggio

Il Guardasigilli insiste sul tema delle correnti e del meccanismo di selezione del Csm. In un intervento pubblico a Castel Brando, citando frasi come «mercato delle vacche» per descrivere lo scambio di favori tra correnti, aveva ribadito che «solo il sorteggio può eliminare una consorteria autoreferenziale».

Secondo Nordio, la stragrande maggioranza dei magistrati non sarebbe ideologizzata, ma il sistema delle correnti costituirebbe uno strumento di potere e carriera. «Se non ti iscrivi non fai carriera», ha detto, aggiungendo che il sorteggio romperebbe un meccanismo che oggi, a suo giudizio, condiziona fortemente le dinamiche interne alla magistratura.

Lo scontro politico e il clima referendario

Le dichiarazioni arrivano in piena campagna referendaria sulla riforma della giustizia. Nordio si dice «sconcertato» per le reazioni della sinistra e respinge le accuse secondo cui la riforma metterebbe giudici o pm sotto il controllo dell’esecutivo: «Ipotesi che non è mai esistita», afferma.

Il ministro non esclude toni ancora più duri nei prossimi giorni: «Siccome ho una memoria di ferro, le dichiarazioni le sto andando a riprendere tutte». Un confronto che si inserisce in un clima già surriscaldato, dopo le polemiche seguite anche alle parole del procuratore Nicola Gratteri sul referendum.

Intanto Nordio garantisce che l’esito della consultazione non metterà a rischio il governo: «In nessun caso cadrà, grazie a una maggioranza schiacciante». Ma la tensione tra politica e magistratura, a poche settimane dal voto, appare destinata a salire ancora.

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