
La Sicilia ferita dal ciclone Harry ha ricevuto oggi una visita cruciale, carica di promesse e di un nuovo approccio operativo. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è tornata sui luoghi del disastro partendo da Niscemi, il Comune nisseno dove una frana devastante ha imposto l’evacuazione di migliaia di residenti. Questa volta, a differenza della rapida incursione del 28 gennaio che le era valsa dure critiche dalle opposizioni per la brevità del sopralluogo, la premier ha attraversato a piedi la “zona rossa”, incontrando i soccorritori e una delegazione di cittadini sfollati che attendono risposte da quasi un mese.
Il cuore politico della missione è l’annuncio di un imminente intervento normativo. Il decreto Maltempo, atteso per mercoledì 18 febbraio in Consiglio dei ministri, sbloccherà risorse fondamentali per la ricostruzione. Solo per il Comune di Niscemi sono stati stanziati 150 milioni di euro, accompagnati dalla nomina di un commissario straordinario: sarà Fabio Ciciliano, attuale capo del dipartimento della Protezione Civile, a gestire la partita. “Il decreto arriva mercoledì, è immediatamente operativo, quindi le risorse dal giorno dopo ci sono”, ha assicurato la premier, garantendo una risposta rapida al dramma degli sfollati.
Sicurezza e tecnica: la linea della prudenza
Nonostante l’iniezione di liquidità, la Presidente ha voluto gettare acqua sul fuoco delle facili tempistiche riguardo al rientro nelle abitazioni. La complessità geologica del sito impone cautela per evitare gli errori del passato. “Il lavoro a Niscemi è molto complesso ma vorremmo che andasse in velocità, per me qui è molto importante che non accada quello che è accaduto con la frana della fine degli anni Novanta”, ha dichiarato ai cronisti presenti. L’obiettivo è mappare con precisione millimetrica le aree recuperabili e quelle irrimediabilmente compromesse.
“Non posso e non voglio dare oggi una tempistica della quale non sono certa”, ha sottolineato Meloni, rimarcando che la decisione spetta agli esperti e non alla propaganda. “Se io forzassi delle decisioni magari perché voglio dare più velocemente delle risposte certe ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio sarei una pazza”. Secondo la premier, Niscemi è oggi “il comune più monitorato d’Europa” grazie al coinvolgimento delle migliori eccellenze tecniche. Il piano di aiuti non si fermerà alla Sicilia, ma coinvolgerà tutte le aree colpite in sinergia con i presidenti Occhiuto, Schifani e Todde.
Proprio il governatore siciliano, Renato Schifani, non era presente all’incontro poiché impegnato a Roma in altre interlocuzioni istituzionali. Ha tuttavia confermato la piena sintonia con Palazzo Chigi: “Ho sentito stamattina il presidente del Consiglio per aggiornarla sulle risorse già messe in campo”, ha dichiarato, accogliendo positivamente il ritorno della premier sull’isola come segno di “attenzione concreta”.


