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Mattarella presiede il plenum del Csm: “Serve rispetto vicendevole, nell’interesse della Repubblica”

Pubblicato: 18/02/2026 10:30

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella presiede questa mattina il plenum del Consiglio superiore della magistratura. Dal Quirinale fanno sapere che si tratterà di una breve dichiarazione. La decisione è stata comunicata in mattinata al vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli.
Un gesto istituzionale che arriva in un clima politico particolarmente teso, con la campagna referendaria sulla giustizia segnata da polemiche e scontri verbali sempre più accesi.

Mattarella, le parole in apertura del plenum del Csm

“Prima di dare la parola al relatore, vorrei aggiungere che sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio. Per quanto mi riguarda, non si è mai verificata in 11 anni. Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare ancora una volta il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm, soprattutto la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare particolarmente da parte delle altre istituzioni nei confronti di questa istituzione”. Queste le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in apertura del plenum del Csm.

Il Csm è “istituzione non esente nel suo funzionamento da difetti, lacune, errori, e nei cui confronti non sono ovviamente precluse critiche, come del resto si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo alle attività di altre istituzioni della Repubblica, siano esse parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario”, ha aggiunto Mattarella, aprendo i lavori del plenum del Csm a Palazzo Bachelet, in un passaggio del suo intervento, aggiungendo che “in questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale, ed estranea a temi o controversie di natura politica, più che nella funzione di Presidente di questo Consiglio, come Presidente della Repubblica, avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione al rispetto vicendevole, in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza, nell’interesse della Repubblica”, sottolinea il capo dello Stato.

Il richiamo alla neutralità del Capo dello Stato

Nelle scorse settimane il presidente era stato chiamato in causa nel dibattito pubblico. L’11 gennaio, in una nota, aveva chiarito la propria posizione: è “fortemente auspicabile” che ci si astenga dal tentativo di arruolare il Capo dello Stato in uno schieramento politico.

Il riferimento era alle dichiarazioni di Andrea Cangini, tra i promotori del “sì”, che aveva richiamato un intervento risalente al 1997 dell’allora parlamentare Mattarella sul tema del doppio Csm. Un richiamo giudicato fuori contesto rispetto all’attuale referendum, in programma il 22 e 23 marzo.

La posizione del Quirinale resta quella di rigorosa neutralità: nessuno saprà quale sarà la scelta del presidente nell’urna.

I toni della campagna e le tensioni con la magistratura

Al Colle non sfugge l’escalation dei toni. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha recentemente paragonato l’attività del Csm a “un meccanismo para-mafioso”, dichiarazione che ha alimentato ulteriormente lo scontro.

Le tensioni si sono acuite dopo che alcuni sondaggi hanno segnalato una rimonta del “no”. Nei giorni scorsi, inoltre, il presidente della Repubblica era già intervenuto per richiamare al rispetto delle decisioni della Corte di Cassazione, dopo le critiche espresse dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, contro i giudici che avevano accolto il ricorso di un gruppo di giuristi sul quesito referendario.

In quell’occasione Mattarella, sentita la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, aveva autorizzato la riformulazione del quesito in Consiglio dei ministri senza che ciò comportasse un rinvio del voto. Successivamente, le nuove dichiarazioni polemiche avevano reso necessario un ulteriore intervento del Quirinale.

L’indipendenza della magistratura

Nel corso del suo mandato, Mattarella ha ribadito più volte il principio costituzionale dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura. Lo scorso 19 gennaio, parlando ai magistrati tirocinanti, aveva ricordato che tali garanzie sono “indiscutibili”, perché funzionali ad assicurare decisioni adottate secondo diritto e non per ragioni esterne.

La Costituzione, aveva sottolineato, ha scelto il modello del governo autonomo della magistratura proprio per rendere effettiva questa indipendenza.

La presenza del Capo dello Stato al plenum del Csm assume dunque un valore simbolico in un momento in cui il confronto politico sulla giustizia rischia di trasformarsi in uno scontro istituzionale. Il Quirinale, pur mantenendo la neutralità sul referendum, segnala attenzione e preoccupazione per un clima che si fa sempre più teso.

Il richiamo del Colle e il monito per la campagna referendaria

Negli undici anni al Quirinale, Sergio Mattarella ha sempre evitato reazioni a caldo, scegliendo di intervenire nelle sedi istituzionali e nei momenti pubblici già in agenda per esercitare la sua moral suasion. Anche questa volta ha seguito la stessa linea, decidendo all’ultimo di presiedere il plenum ordinario del Consiglio superiore della magistratura, una mossa che ha colto di sorpresa magistrati, governo e mondo politico. Un gesto dal forte valore simbolico, pensato per abbassare i toni senza entrare direttamente nella contesa referendaria.

Il presidente aveva mantenuto il silenzio anche di fronte a dichiarazioni particolarmente dure nel dibattito sulla giustizia. Ma l’escalation verbale — dalle parole di Nicola Gratteri fino all’accostamento del sistema delle correnti del Csm a un “meccanismo paramafioso” evocato dal ministro Carlo Nordio — ha segnato, agli occhi del Colle, il superamento di una linea rossa. Senza citare direttamente il Guardasigilli, Mattarella ha richiamato tutti al rispetto dovuto alle istituzioni costituzionali, sottolineando che il Csm, di cui è presidente, merita considerazione e tutela da parte degli altri poteri dello Stato. Un intervento breve ma netto, volto a disinnescare un conflitto sempre più evidente tra organi di rango costituzionale.

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Ultimo Aggiornamento: 18/02/2026 12:35

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