
La vicenda della piccola Beatrice, morta a soli due anni, è al centro di un’inchiesta complessa che mira a ricostruire gli ultimi istanti della sua vita. Domande cruciali restano senza risposta: cosa è successo a casa di Manuel I.? E nel tragitto fino a casa a Bordighera? La bambina era già decaduta quando la madre, Manuela A., ha chiamato i soccorsi?
Per chiarire questi punti diventa fondamentale il racconto delle sorelline, di 9 e 10 anni, testimoni oculari della tragedia. La loro versione dei fatti potrebbe essere decisiva per comprendere la dinamica della morte della piccola e per accertare eventuali responsabilità.
Le bambine sono state ascoltate dai carabinieri, alla presenza di uno psicologo, lo stesso giorno della morte di Beatrice. Dopo l’arresto della madre, le due sono state affidate a una struttura protetta, per tutelarle e preservare la loro serenità in un momento delicatissimo.

Anche il padre delle bambine è detenuto per altri reati, e i rapporti tra le famiglie sono tesi a causa della separazione in corso. Secondo gli inquirenti, l’allontanamento dai genitori è stato necessario per garantire un ambiente stabile e proteggere i ricordi dell’infanzia.
Il racconto delle sorelline riguarda anche la giornata trascorsa a casa del compagno, a Perinaldo, individuato dalla Procura come il luogo in cui Beatrice sarebbe morta. Ogni dettaglio emerso in questa fase può aiutare a ricostruire i momenti finali della bambina.
Secondo l’accusa, le bambine erano presenti in auto con la madre durante il trasporto del cadavere. Manuela A. avrebbe poi chiamato i soccorsi da casa a Bordighera. Le testimonianze delle sorelline saranno riascoltate, nel rispetto delle norme per i minori di 12 anni, davanti a psicologi e assistenti sociali.
Un nodo cruciale dell’inchiesta riguarda i presunti maltrattamenti sulle bambine. Manuela A., dal carcere, si difende sostenendo di non aver mai sfiorato i figli e di considerarli la sua vita, ma alcune testimonianze la contraddicono.
L’assistente sanitaria del suocero di Manuela ha definito la donna una madre violenta, sostenendo che avrebbe quotidianamente inflitto violenze fisiche alla figlia. Inoltre, avrebbe riferito di aver sentito il padre di Manuela rivolgersi alle sorelline con parole drammatiche: «La mamma ha ammazzato tua sorella».
Il lavoro degli inquirenti prosegue senza sosta, con l’obiettivo di ricostruire la verità su questa tragedia familiare. Le testimonianze delle sorelline e la raccolta di prove oggettive saranno decisive per stabilire eventuali responsabilità penali e chiarire la dinamica della morte di Beatrice.


