Virginia Raffaele replica alle accuse

Le polemiche scoppiate durante e dopo questa edizione del Festival di Sanremo forse passeranno alla storia. Dopo le accuse ad Achille Lauro di plagio e poi quelle di aver scritto una canzone che rappresenta un inno al consumo di droga e le polemiche sul vincitore, Mahmood, è stato il turno di Virginia Raffaele accusata di aver invocato Satana durante uno sketch comico in cui mimava il suono “saltellante” di un grammofono antico. La celebre attrice comica ha risposto alle accuse ironicamente.

Virginia Raffaele si difende scherzandoci su

In un’intervista “semiseria” rilasciata a Il Fatto Quotidiano, Virginia Raffaele ha spiegato il suo sketch e perché ha pronunciato il nome di Satana.

Ma l’ha fatto nel suo stile, scherzando sulle accuse che le sono parse assurde. La celebre attrice comica si è definita dispiaciuta per aver urtato la sensibilità di qualcuno ma ha anche spiegato il motivo per cui non ha assolutamente intenzione di prendere sul serio le accuse contro di lei: “A me dispiace sempre, quando qualcuno soffre, o si offende, o ci rimane male. Ma sono troppo ironica per lasciarmi trascinare in una polemica così tetra e lugubre, oltreché surreale. Io preferisco farmi una risata, ovviamente satanica, e raccogliere tutti i fotomontaggi che girano in Rete sull’argomento“.

Virginia Raffaele risponde alle accuse

Virginia Raffaele sul palco dell’Ariston con Claudio Bisio

L’attrice ha anche svelato l’arcano: ha pronunciato il nome di Satana per scherzare sul backmasking, ovvero l’inserimento nelle registrazioni audio di messaggi nascosti udibili solo se la musica o la canzone è ascoltata al contrario. La tecnica era molto in voga negli anni ’70, in tantissimi infatti ascoltavano al contrario canzoni dei Led Zeppelin o dei Beatles per scovare questi messaggi nascosti. Lo scherzo ben si sposava con il tema dello sketch: mimare un vecchissimo grammofono che fa saltare il disco, fingendo che la canzone di Beniamino Gigli, Mamma, nascondesse uno di questi messaggi satanici.

Il suo è stato quindi uno scherzo a tutti gli effetti, forse un po’ sottile, ma in ogni caso uno scherzo a tema ideato all’interno di un Festival musicale. Le parole ironiche di Virginia Raffaele sono state queste: “Non solo era rock il mio sketch, che ironizzava con un back musking, un’illusione uditiva, sugli esperimenti anni 70 di chi ascoltava certi brani a rovescio, dai Beatles ai Rolling Stones, dagli Eagles agli AC/DC, dai Pink Floyd ai Led Zeppelin, ad Alice Cooper a Ozzy Osbourne, e vi trovava tracce di invocazioni demoniache e incitamenti a strani riti.

E io ho usato il cantante meno rock di tutti, Beniamino Gigli, che invece si è rivelato a mia insaputa super-rock. Ma ora diventa rock anche questa polemica surreale, che è un bel reperto del costume della nostra epoca. Fra qualche anno, spero, diremo: guarda tu che succedeva nel 2019“.

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Virginia Raffaele replica alle accuse

Il grammofono che Virginia Raffaele “mimava”

Le accuse contro di lei

Contro lo sketch di Virginia Raffaele si è sollevato un coro di critiche. Il primo a scagliarsi contro di lei è stato il prete esorcista Don Aldo Bonaiuti a cui è parso che lo sketch offendesse i cristiani e chi soffre per “la presenza del maligno.

Poi, la polemica ha suscitato le attenzioni del ministro dell’interno, Matteo Salvini, che ha detto di comprendere e condividere le preoccupazioni del sacerdote aggiungendo che il problema delle sette sataniche non va sottovalutato.

A seguirlo sullo stesso tono, anche Gasparri, Fioroni e Pillon, che hanno chiesto all’interessata di chiarire il suo sketch. Durissima è stata la reazione dell’Associazione Internazionale Esorcisti che si è così espressa sull’argomento: “Non si può essere spettatori ignari dell’esaltazione del male, o meglio di colui che ne è il rappresentante per eccellenza, il demonio, Satana.

La modalità dell’evento sembra presupporre una subdola tecnica subliminale e manipolatoria. Far arrivare dei messaggi con un contenuto oggettivamente negativo a spettatori indifesi e ignari di quanto sta per essere fatto e detto è da deplorare in assoluto“.

D’altronde Virginia Raffaele non ha mai negato di essere posseduta e l’ha ricordato anche nell’intervista de Il Fatto: “In fondo l’ho sempre detto che sono posseduta dai miei personaggi. Forse ero la Vanoni, anzi la Fracci, o magari Belén, o meglio la Bruzzone“.