Silvestri sul palco di Sanremo

Non è la prima volta per Daniele Silvestri al Festival di Sanremo e la sua voce autorevole racconta che i giorni della kermesse mettono a dura prova tutti i partecipanti. Silvestri, socialmente e politicamente impegnato e noto già da tempo nel panorama musicale italiano, ha le idee chiare su Sanremo. Sebbene si sia posizionato sesto in classifica, una ottimo risultato, nel commentare la sua esperienza rileva diversi punti del Festival che non lo convincono affatto.

La frustrazione delle pressioni pubblicitarie

In un’intervista per la trasmissione I lunatici su Radio 2 esprime il suo malcontento per certe dinamiche molto tipiche e discusse del Festival.

I partecipanti, cioè, devono adeguarsi alle esigenze del mercato televisivo. “In quella settimana – diceC’è tutto il peggio di ciò che questo mestiere comporta. C’è un insieme di attività promozionali che messe così tutte insieme poi ti fanno ricorrere ai disintossicanti per superarle”.

Il successo di una canzone impegnata

Nonostante sia infastidito dalle imposizioni delle casse della Rai sullo spettacolo, Silvestri si dice soddisfatto per l’accoglienza che ha riscosso il suo brano e per le riflessioni che ha suscitato. Argentovivo parla della difficoltà di essere adolescenti e del loro bisogno di ascolto.

Un testo profondo e a prima vista difficile che ha però ottenuto 3 premi, compreso quello della critica, e un buon successo di pubblico. L’artista poi non manca di descrivere il suo compagno di avventura Rancore come “un bravissimo rapper e una splendida persona”.

Silvestri ottiene il premio delle critica

Daniele Silvestri al centro, aggiudicato il premio della critica alla 69esima edizione del Festival di Sanremo con la sua Argentovivo

Le critiche alle giurie di qualità

Pur giudicandole “poco interessanti”, Silvestri prende parte alle polemiche sulle elezioni dei vincitori del Festival.

Come hanno fatto diversi suoi colleghi, specialmente Ultimo e Cristicchi, anche lui si sofferma sui meccanismi di voto che ritiene poco giusti. A suo avviso, non esprimono davvero il volere del popolo. “Credo che per quanto riguarda il voto finale qualche errore di metodo ci sia – ha spiegato l’autore – quando rimangono in tre, come succede in altre gare, forse avrebbe senso che sia solo il televoto a decidere. È giusto che ci siano delle giurie e devono servire ad arrivare alla finale, poi sarebbe più sensato che fosse la gente a decidere il vincitore. La presenza delle giurie di qualità, soprannominate “radical chic”, in effetti, può ribaltare il voto degli ascoltatori.

Il regolamento del Festival sembra, quest’anno, più chiacchierato che mai. Forse ci si deve chiedere se questo mix di giurie e televoto non finisca per scontentare tutti.

daniele silvestri

Daniele Silvestri. Fonte/Instagram Daniele Silvestri