Cronaca

Sea-Watch 3, indagata il capitano Carola Rackete

Il capitano della Sea-Watch 3. Carola Rackete è stata iscritta nel registro degli indagati, atto dovuto, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e rifiuto di obbedienza a nave da guerra nazionale. Matteo Salvini però, punta al sequestro attraverso il Decreto Sicurezza
primo piano carola rackete

Come si ipotizzava da giorni, il nome di Carola Rackete, il capitano della nave ong Sea-Watch 3, è stato scritto quest’oggi nel registro delle persone indagate per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per rifiuto di obbedienza a nave da guerra nazionale.

Indagata il capitano della Sea-Watch 3

È il codice penale di navigazione a cui si deve fare riferimento per aver chiaro cosa rischia ora Carola Rackete, la 31enne tedesca capitano della Sea-Watch 3, la ong con a bordo 42 migranti in mare da più di 2 settimane e che ieri ha tentato di forzare il blocco delle autorità italiane cercando di entrare nel porto di Lampedusa.

Rifiuto di obbedienza a nave da guerra

Per la disobbedienza alla nave da guerra, come prevede l’art. 1099 del codice, la pena in cui la Rackete potrebbe incorrere è il carcere: dai 3 ai 10 anni galera. Entrando ulteriormente nello specifico della vicenda, non è escluso che la Procura di Agrigento contesti al capitano anche la resistenza e non la sola disobbedienza contro nave da guerra, facendo entrare in gioco dunque quanto previsto dall’art 1100.

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina invece, la pena si quantifica dai 5 ai 15 anni di carcere a seconda della gravità rilevata.

E anche in questo caso, qualora venisse presa in considerazione l’aggravante dell’associazione a delinquere, entrerebbe in gioco l’antimafia di Palermo.

Il Decreto Sicurezza: la carta di Matteo Salvini

Nulla di particolarmente singolare però, come sottolinea la Procura, ma atto dovuto.

Quanto di più incerto all’orizzonte per la Rackete potrebbe non essere solamente il porto di Lampedusa ma anche una multa ora prevista dal Decreto di Sicurezza, entrato in vigore lo scorso 15 giugno. Matteo Salvini punta infatti a punire la Rackete prendendo in considerazione la reiterazione di reato.

Violazione al divieto di ingresso

Alla Rackete potrebbe essere contestato infatti il reato di “reiterata violazione al divieto di ingresso“. Insidiosa l’interpretazione a riguardo. Sulla carta infatti, la Rackete ha violato una prima volta l’ingresso nelle acque internazionali quando ancora il Decreto Sicurezza non era entrato in vigore.

Reiterazione di reato

Potrebbe però essere considerata “reiterazione” il tentativo di forzare il blocco per entrare nel porto di Lampedusa che la Rackete ha messo in atto ieri, dopo il già precedente tentativo di ingresso.

L’aver riacceso i motori nonostante la Sea Watch fosse già stata bloccata dalla Guardia di Finanza potrebbe dunque essere considerata “reiterata violazione”.

Multa amministrativa e sequestro della nave

Qualora le venisse contestato il reato, la Rackete così come l’armatore potrebbero incorrere in una multa amministrativa compresa tra i 10mila e i 50mila euro per la sola violazione alla quale, la contestazione della reiterazione andrebbe ad aggiungere la sanzione accessoria che consiste nel sequestro della nave.

La famiglia sostiene da lontano la figlia capitano

La famiglia del capitano non teme per lei.

Intervistati da Il Corriere della Sera, padre e madre di Carola Rackete hanno dichiarato di essere molto orgogliosi di loro figlia per i quali sono preoccupati ma allo stesso tempo ferventemente convinti che sarà in grado di cavarsela. “Si possono non condividere i modi di Carola, ma sta facendo la cosa giusta“, ha dichiarato il padre del capitano della Sea-Watch 3 a Il Corriere della Sera.

Ue: Stati membri pronti ad accogliere i migranti della Sea-Watch 3

Nel mentre, giungono novità sul fronte Ue. Secondo quanto trapelato dalla Farnesina, Francia, Germania, Lussemburgo e Portogallo insieme ad altri Stati membri dell’Unione si sarebbero già resi disponibili ad accogliere i 42 migranti a bordo della Sea-Watch 3 (al momento, all’indomani di 2 sbarchi – un uomo in serie condizioni cliniche e un ragazzino di 11 anni – se ne trovano a bordo 40).

La situazione a bordo permane molto critica e si teme che alcuni migranti possano prendere iniziativa, data dalla disperazione, gettandosi in mare nel tentativo di raggiungere da sé la terra ferma, come confermato dalla portavoce della Sea-Watch Italia.

*immagine in alto: Carola Rackete, capitano della Sea-Watch 3. Fonte/Twitter Sea Watch Italy

Potrebbe interessarti