Primo piano di Amanda Knox

Amanda Knox rivela di aver ricevuto minacce di morte prima del suo ritorno in Italia, avvenuto in occasione del Festival della Giustizia di Modena. L’appuntamento cui ha preso parte nel giugno scorso, secondo il suo racconto ai microfoni di NBC Nightly News, avrebbe avuto una cornice collaterale capace di spaventarla profondamente. Messaggi minatori e insulti che oggi, a distanza di mesi, ha confessato tra le lacrime.

L’intervista ad Amanda Knox

L’ultima intervista di Amanda Knox all’emittente statunitense NBC ha riacceso i riflettori sulla sua storia. La ‘ragazza di Seattle’ si è rifatta una vita dopo l’epopea giudiziaria che l’ha vista finire in carcere – detenuta per 4 anni poi assolta in via definitiva – per l’omicidio della coinquilina Meredith Kercher.

Sono trascorsi anni da quella maledetta notte di Perugia del 2007, che consegnò il suo nome e quello di Raffaele Sollecito alle cronache come presunti assassini, ma lo spettro della paura sarebbe ancora vivo in lei.

Mi chiedo se le persone si preoccuperebbero della mia esperienza oltre a pensare che io sia colpevole o innocente“. Questo un passaggio della sua intervista rilasciata al giornalista Lester Holt.

L’unico condannato per il delitto è Rudy Guede, che nel settembre 2019 ha ottenuto la semilibertà, ma la Knox grida ancora la sua innocenza e lamenta di essere rimasta impressa nella storia sotto l’oscura e falsa veste di ‘assassina’, data in pasto alla stampa e descritta come “astuta, psicopatica, drogata, p*****a, colpevole“.

“Minacce di morte” prima di tornare in Italia

Sempre nel corso della sua intervista per la NBC, Amanda Knox ha fatto alcune rivelazioni relative al periodo precedente al suo ritorno in Italia.

Il viso solcato da qualche lacrima, la voce rotta e un’amara confessione: Ricevevo messaggi di persone che descrivevano come mi avrebbero uccisa”.

Le minacce di morte di cui parla sarebbero iniziate poco prima del viaggio ma sarebbero una costante della sua quotidianità. Si è detta “sinceramente spaventatama avrebbe comunque accettato di tornare in Italia perché “convinta dell’importanza di prendere parte all’evento dell’Italy Innocence Project“.

Nel giugno scorso, proprio in merito alla polemica sorta intorno all’iniziativa che vedeva la Knox coinvolta come ospite al Festival della Giustizia penale, Raffaele Sollecito – anch’egli detenuto per 4 anni prima della definitiva assoluzione – aveva ribadito: “Siamo vittime“.

*immagine in alto: fonte/Amanda Knox, dimensioni modificate