https://www.thesocialpost.it/2019/10/09/sparatoria-trieste-parla-meran-carcere/

Si sono svolti questa mattina i funerali di Matteo Demenego, Agente Scelto, e dell’Agente Pierluigi Rotta, i due poliziotti morti, uccisi da 17 colpi di pistola esplosi da Alejandro Augusto Stephan Meran, nella terribile sparatoria che si è verificata nella questura di Trieste lo scorso 4 ottobre. Una chiesa gremita dentro e fuori per l’ultimo solenne saluto ai due agenti, avvenuto questa mattina a Trieste.

In corso a Trieste i funerali di Demenego e Rotta

Hanno avuto inizio alle 11 i funerali dei due poliziotti morti a Trieste, coinvolti nella sparatoria. La celebrazione è avvenuta nella Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: ad accogliere le salme dei due agenti, rimasti nella camera ardente del palazzo della Polizia sino ad oggi, una chiesa gremita.

Le autorità, i parenti, i colleghi ma anche tanti civili e studenti accorsi questa stamattina per rendere omaggio a Demenego e Rotta. A celebrare la messa, il vescovo stesso di Trieste, Monsignor Giampaolo Crepaldi. Forte la commozione nel corso dell’omelia del vescovo, quanto forte è stato l’applauso al momento dell’arrivo delle bare vestite del tricolore nella chiesa.

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Per l’ultimo saluto presenti anche Fico e Lamorgese

Tra le prime file della navata centrale si scorgono anche i rappresentati dello Stato quali Roberto Fico, presidente della Camera ma anche lo stesso ministro dell’Interno Lamorgese, il ministro dello sviluppo economico Patuanelli e il capo della Polizia, Franco Gabrielli.

Tra le persone che avrebbero dovuto prendere parte all’ultimo saluto anche il premier Giuseppe Conte che però non risulta esserci, trattenuto da impegni diplomatici nella Capitale.

Meran in carcere, l’ipotesi del disturbo psichico

Di quella terribile sparatoria la Polizia aveva deciso di rendere pubblico il filmato. Pochi minuti di video registrato dalle telecamere interne della questura in cui è stata immortalata la furia omicida di Meran, ripreso mentre spara ad altezza uomo. Attualmente il 29enne di origini diminicane si trova in carcere e parla solamente con il proprio avvocato, Francesco Zacheo. Lo stesso legale, parlando con Ansa, aveva descritto il suo assistito come una persona in stato confusionario avanzando un’ipotesi che ancora deve essere messa al vaglio: “Non si fa quello che ha fatto se non si hanno dei problemi psicologici“. Problemi confermati anche dalla madre del 29enne, accortasi dei disturbi dei figli e già intenzionata prima che della tragedia ad informarsi su eventuali terapie e cure.