Ciro Grillo

Proseguono le indagini sul presunto stupro di una giovane modella di origini scandinave, nella cui violenza sarebbe coinvolto il figlio di Beppe Grillo, Ciro. I fatti risalgono allo scorso luglio e da allora la Procura sta portando avanti il caso. Ieri la Procura ha interrogato la madre, che ha difeso il figlio.

L’indagine finora

La ricostruzione della vicenda è molto delicata. La notte del 16 luglio Ciro Grillo e altri 3 amici (Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria) avrebbero abusato di una giovane mentre erano nella casa vacanze di Grillo in Costa Smeralda. Con loro ci sarebbe stata un’altra amica, che però stava dormendo al momento della presunta violenza.

La ragazza ha denunciato l’accaduto qualche giorno dopo e da allora le indagini sono proseguite in modo serrato.

Gli esperti hanno innanzitutto analizzato i cellulari dei ragazzi, per cercare eventuali messaggi compromettenti nelle loro chat. Inoltre hanno anche perquisito e analizzato l’abitazione di Porto Cervo di proprietà di Beppe Grillo. Tanti gli ambienti analizzati nei quali, secondo gli inquirenti, si sarebbe consumata la violenza.

I 4 giovani si sono sempre dichiarati innocenti, affermando che l’atto sessuale si è svolto in modo consenziente tra le parti. Dalla loro, la difesa sta cercando di portare le testimonianze delle persone presenti quella sera, del tassista che ha accompagnato le ragazze ad Arzachena e alcune telecamere di sicurezza.

Queste, secondo la difesa, mostrerebbero i ragazzi intenti a comprare delle sigarette in compagnia delle giovani, qualche ora dopo la presunta violenza.

La testimonianza della madre

Sulla vicenda si sono espresse anche molte figure politiche, chi chiedendo che la vicenda non venga strumentalizzata a fini politici, chi per attaccare direttamente Beppe Grillo. Intanto, nella giornata di ieri la madre di Ciro, Parvin Tadjk, è stata sentita dalla Procura di Tempio Pausania.

Il capo della Procura Gregorio Capasso ha voluto interrogarla in quanto possibile persona informata sui fatti, dal momento che la donna si trovava nel residence la notte della contestata violenza.

Con lei, anche una donna di servizio. Alla Procura, la madre di origini iraniane avrebbe preso le difese del figlio, dichiarando: “Non ho sentito nulla. Dormivo”. Le parole sono riportate da La Nuova Sardegna, che racconta come la 59 iraniana sia arrivata in compagnia dell’avvocato, Enrico Grillo.

Dalla Procura non hanno rilasciato dettagli, dal momento che queste audizioni sono confidenziali. Lo è stata anche quella alla giovane protagonista della brutta vicenda, sentita nelle scorse settimane. La testimonianza della madre può essere fondamentale a seguito della perizia fonometrica, ossia del quantitativo di rumore percepibile.