Matteo Salvini in aula

Alle 19 è arrivata la conferma ufficiale da Palazzo Madama dove, con votazione favorevole, si è deciso di procedere nei confronti di Matteo Salvini in ambito del caso Gregoretti, la nave della Guardia di Finanza cui nel luglio del 2019 l’allora ministro dell’Interno aveva negato lo sbarco lasciandola in stallo nelle acque di Catania per 3 giorni.

Ma cosa succede ora a Matteo Salvini, rinvio a giudizio o archiviazione?

Matteo Salvini, ok a processo dal Senato

I senatori, chiamati oggi a Palazzo Madama per esprimersi, hanno dato il via libera per procedere con il processo nei confronti di Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona aggravato e abuso di potere per i fatti relativi alla nave Gregoretti.

Con il sì arrivato direttamente dal Senato – e precedentemente, lo scorso 20 gennaio, dalla Giunta delle Immunità del Senatola palla passa nelle mani di Carmelo Zuccaro, il procuratore di Catania a cui verranno trasmesse le carte dal Tribunale dei ministri e Matteo Salvini verrà giudicato da una sezione ordinaria del Tribunale di Catania.

Il procuratore di Catania chiese l’archiviazione dell’inchiesta

Quello che però accadrà dopo, è uno scenario che al momento non ha limiti tracciati.

Permane infatti ancora da chiarire se quella a carico di Salvini sia un’imputazione “coatta” o no. L’iter giudiziario che attende Salvini, alla sbarra come un comune cittadino, è in procinto di essere analizzato alla luce dell’interpretazione di quanto previsto dalla legge costituzionale.

Se il tribunale dei ministri – che ora esce di scena rimettendo tutto alla sezione del Tribunale ordinario di Catania – si era opposto all’archiviazione del caso chiedendo l’autorizzazione a procedere, Zuccaro già nei mesi scorsi aveva chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, facendo perno sull’insussistenza del sequestro dei 131 migranti a bordo della Gregoretti.

Rinvio a giudizio o archiviazione?

Rimane dunque da chiarire se la Procura di Catania, cui ora verranno trasmesse le carte, potrà chiedere al gip il rinvio a giudizio di Salvini o l’archiviazione. Possibilità che potrebbe essere esclusa nel momento in cui la Procura si trovi invece costretta a procedere formulando un’imputazione coatta.

Nel caso in cui, la Procura non potesse trovarsi di fronte alla possibilità di scegliere, le accuse formulate dal tribunale dei ministri potrebbero valere come imputazione coatta e per questo altra via non ci sarebbe se non formulare all’ufficio del giudice delle indagini preliminari la richiesta di rinvio a giudizio.

Nulla dunque è ancora certo e il responso lo si avrà solamente entro l’estate.

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