ursula von der leyen e giuseppe conte

L’Unione Europea entra nella partita contro il coronavirus e, dopo l’iniziale paralisi, mette in campo forti misure economiche per proteggere il continente. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha assicurato massima flessibilità per aiutare l’Italia a superare la crisi e, per la prima volta nella storia, sospende il Patto di stabilità.

Von der Leyen: “Faremo di tutto per aiutare l’Italia”

La presidente della Commissione europea parla al Corriere della Sera, dopo l’annuncio di ieri in cui prometteva di pompare quanto denaro necessario nell’economia. Non si tratta solo dell’Italia ora, ma di salvare il futuro del mercato unico, per cui la BCE ha messo sul piatto 750 miliardi di euro per acquistare titoli di Stato.

Non ci sono limiti al nostro impegno per l’euro“, ha aggiustato il tiro Christine Lagarde, dopo che alcune sue dichiarazioni hanno affossato le Borse suscitando anche l’intervento del presidente Sergio Mattarella.

Sospeso il Patto di stabilità

Ursula von der Leyen ha assicurato “la massima flessibilità sugli aiuti di Stato e sul Patto di stabilità” per permettere al governo italiano di intervenire con aiuti alle imprese, al mercato del lavoro e al sistema sanitario.

Per la prima volta nella storia ho attivato la clausola di sospensione del Patto di stabilità. Significa che il governo italiano potrà mettere nell’economia tanto denaro quanto serve. Le normali regole di bilancio, quelle sul debito ad esempio, non saranno applicate in questa fase“, ha dichiarato la presidente della Commissione.

Cosa significa per l’Italia

L’azione adottata permetterà al nostro Paese e agli altri dell’Unione Europea di spendere facendo debito. I Paesi membri non dovranno preoccuparsi di rispettare i vincoli di bilancio e il tetto del 3% del rapporto tra deficit e Pil.

Contro la tempesta economica scatenata dal COVID-19 verranno investiti tanti soldi quanti necessari, assicura l’UE.

Anche i fondi strutturali inutilizzati vengono messi a disposizione. Soldi “che l’Italia non potrebbe più usare e che invece noi le lasciamo. I fondi potranno essere usati in tutti i settori considerati prioritari: sono 11 miliardi. L’Italia potrà investirli nelle piccole e medie imprese, o per la disoccupazione di breve termine o altrove“, chiarisce von der Leyen.

I coronavirus bond e il Fondo Salva Stati

Allo studio ci sono altre misure eccezionali, un pacchetto muscolare con il supporto assicurato dalla BCE.

Si riflette anche sulla proposta di titoli pubblici europei, i coronavirus bond, una proposta arrivata dal governo italiano, così come la possibilità di modificare il Meccanismo europeo di stabilità (Mes) per adattarlo “alle nuove circostanze, in modo da poter usare tutta la sua potenza di fuoco“, come chiesto da Conte in un’intervista al Financial Times.

Contro lo “shock globale senza precedenti“, continua Conte, “la strada da seguire è quella di aprire una linea di credito del Mes per tutti gli Stati membri, in modo da aiutarli a combattere le conseguenze dell’epidemia di Covid, sulla base della condizione della piena responsabilità da parte di ciascun Paese membro sul modo in cui vengono spese le risorse“.

Ritrovare l’Unione

Ursula von der Leyen sembra voler frenare la spinta centrifuga che, allo scoppio della pandemia, ha visto i Paesi europei andare ognuno per la propria strada. Di fronte alla scelta di alcuni Stati di chiudere le frontiere interne, l’Ue ha messo in campo linee guida per assicurare il passaggio di “merci essenziali e del materiale sanitario, e per permettere all’economia di andare avanti“.

Vaccini e mascherine

L’Unione si è attivata anche per evitare mosse ostili come quella del presidente Donald Trump, che ha provato a comprare il vaccino studiato da un’azienda tedesca in esclusiva per gli Stati Uniti.

La Banca europea per gli investimenti ha pagato 80 milioni di euro per assicurarsi che il vaccino rimanga in Europa.

Il Commissario del Mercato interno ha invece dato le indicazioni per la produzione di mascherine, convertendo ad esempio alcune aziende tessili. “Ora compriamo insieme materiale sanitario sul mercato mondiale, mascherine, camici, respiratori, guanti, tamponi, perché il potere di acquisto dell’Unione è molto più ampio di quello degli Stati membri“, spiega von der Leyen.

Cosa ne sarà dell’Unione Europea

La presidente sembra decisa a salvare l’Unione da questo tsunami globale, economico e sanitario, che rischia di distruggerla. Sembra che per evitare che ogni Stato se la veda da sé, ogni mezzo venga considerato. I governi nazionali, ora toccati anche loro pesantemente dal contagio, mostrano maggiore consapevolezza dei rischi dell’isolamento.

L’Unione europea è tutti noi. Le crisi come questa ci fanno capire quanto preziosa sia la famiglia europea. Il nemico è sconosciuto, invisibile, orribile, ma abbiamo capito che stando assieme possiamo affrontare meglio le difficoltà che da soli“, continua von der Layen.

La sua speranza è che “l’Unione europea ne uscirà più forte“.

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