ALBERTO CIRIO PRESIDENTE REGIONE PIEMONTE

Calano i contagi, calano i morti e inizia ad arrivare qualche buona notizia. Il presidente del Piemonte Alberto Cirio non ha più il Coronavirus. Lo ha annunciato lui stesso in un post di Twitter, in cui conferma di essere risultato negativo al doppio tampone.

Cirio si era accorto di essere positivo al Coronavirus l’8 marzo scorso.

Coronavirus, Cirio: “L’unica priorità è continuare a lottare

La notizia della sua guarigione è stata accolta con grande entusiasmo dai sostenitori e da tutta la classe politica. Cirio ha 47 anni ed è stato eletto l’anno scorso con il centrodestra.

In questi giorni, con un encomiabile spirito di abnegazione, non ha mai smesso di lavorare. La notizia della guarigione è un ulteriore incentivo: “Mi preparo a correre all’unità di crisi – scrive nel tweet – perché l’unica priorità è continuare a lottare”.

Cirio, il dovere prima di tutto

15 giorni sono pochi in relazione a una vita intera. Possono essere molti se chiusi in casa. Cirio, da quando ha scoperto di essere positivo, non ha cambiato di una virgola la sua vita. Si è isolato in casa sua e ha continuato a coordinare l’emergenza Coronavirus nel miglior modo possibile.

Qualche giorno fa su Facebook aveva commentato i contagi in crescita e aveva invitato i piemontesi a comportarsi con responsabilità. Sulla scia delle misure prese da Zaia, Cirio aveva chiesto anche di aumentare i controlli anche al personale sanitario: “Ho chiesto di ampliare i tamponi per la nostra regione, ho chiesto al mio comitato scientifico che ha dato parere favorevole per fare il tampone al personale sanitario. (…) Abbiamo necessità di tutelare chi è in prima fila in questa battaglia“.

Piemonte, la battaglia al Coronavirus continua

La guarigione del presidente Cirio è una notizia che fa ben sperare la regione piemontese, in piena lotta contro il virus. Oggi si sono registrati 15 decessi e 17 guarigioni. In totale i positivi sono 4.861, le vittime 315, i ricoverati in terapia intensiva 343 e le persone in isolamento 1992.

L’unità di crisi ha annunciato di aver rifornito l’Asl con con 937 mila mascherine. Una buona notizia, alla quale si aggiunge quella arrivata stamattina da Fca. L’azienda che fa capo a Fiat e Chrysler ha deciso di avviare una produzione di mascherine in un proprio stabilimento.

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