giuseppe conte e ursula von der leyen

Nonostante gli appelli alla ragionevolezza siano arrivati da più parti e nonostante il fronte della solidarietà in Europa si allarghi, la strada per superare la crisi che sta vivendo l’Unione europea è molto accidentata. Oggi la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha fatto un passo indietro, smorzando sulla richiesta dei coronabond portata avanti da Italia, Francia, Portogallo e altri Paesi membri.

La spaccatura si consuma tra gli Stati europei, rischiando di diventare irreversibile. La risposta di Giuseppe Conte è arrivata durante la conferenza stampa in cui il governo ha annunciato 4.3 miliardi di aiuti ai Comuni.

Von der Leyen torna nei ranghi della Germania

Nonostante la presidente von der Leyen abbia assicurato il pieno sostegno dell’Unione Europea nella difficile battaglia contro la pandemia di coronavirus, le azioni sembrano dire qualcosa di diverso. In un lancio di agenzia alla tedesca Dpa, von der Leyen ha dichiarato che la Commissione non sta considerando l’ipotesi di coronabond per gestire la grave recessione economica all’orizzonte.

Ci sono limiti legali molto chiari, non c’è il progetto“, sono le sue parole, “Il termine coronabond è uno slogan.

Le riserve della Germania e di altri Paesi sono giustificate“. L’accenno si riferisce alle garanzie che i rigoristi del Nord, tra cui anche Olanda, Austria e Finlandia, chiedono per i prestiti in sostegno delle economie più fragili, che rischiano il crollo dopo la pandemia. Nonostante le fonti della Commissione europea abbiano cercato di smorzare i toni, le dichiarazioni della von der Leyen accendono la miccia di una situazione già molto tesa.

Conte: “Non lo avevamo chiesto a lei”

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, incalzato durante la conferenza stampa, ha chiarito la sua posizione.

Il compito di valutare la proposta non l’abbiamo rimessa alla presidente von der Leyen” che, insieme al Consiglio, ha avuto mandato di elaborare delle proposte” entro 14 giorni.

C’è un dibattito in corso, che va benissimo, ci sono aspetti tecnici che vanno considerati. Quello che mi permetto di dire è che qui c’è un appuntamento con la Storia. L’Europa deve dimostrare se è all’altezza di questa chiamata della Storia“.

“Mi batterò per una risposta europea coesa”

Il premier continua dichiarando che “la storia non avverte quando arriva” soprattutto in emergenze inaspettate come queste.

È uno shock simmetrico che riguarda tutti i sistemi degli Stati membri. Non c’è uno Stato esente da questo shock. Si tratta di dimostrarsi adeguati o no“, aggiunge Conte, “L’Italia si sta dimostrando consapevole di quello sforzo, l’azione comune, che la Storia ci chiama a operare“. Conte assicura che si batterà “fino all’ultima goccia di sudore per una risposta europea forte, vigorosa e coesa“.

Gualtieri: “Da von der Leyen parole sbagliate”

Anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri attacca duramente le posizioni di Ursula von der Leyen: “Le parole della presidente sono sbagliate. Mi dispiace che le abbia pronunciate.

Naturalmente al Consiglio europeo abbiamo demandato all’Eurogruppo di fare proposte. Noi siamo impegnati come Paese che tra queste figurino anche quelle a cui ha fatto riferimento la lettera di 9 capi di Stato e di governo, cioè l’emissione comune di titoli per sostenere le spese straordinarie di questa emergenza“. Gualtieri dichiara di aspettarsi che anche la presidente della Commissione europea si renda conto che tutti dobbiamo essere pronti per questa sfida.

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