cina coronavirus

La Cina sembrava aver superato la fase emergenziale della pandemia di coronavirus, ma le autorità hanno deciso un passo indietro dopo la probabile individuazione di un nuovo focolaio. La provincia di Henan, confinante con la regione da cui si è propagato il COVID-19, l’Hubei, ha messo in isolamento 600mila abitanti.

Cina, nuove restrizioni per evitare la seconda ondata

Nella contea di Jia circa 600mila persone sono state messe in isolamento, come riporta il South Morning China Post. Le nuove restrizioni sono risultate necessarie dopo che alcuni casi sono stati rilevati nella zona dell’ospedale.

Le autorità cinesi temono una seconda ondata di coronavirus dopo i timidi tentativi di riprendere le attività per risollevare l’economia. Lo stesso presidente Xi Jinping ha dichiarato che bisogna evitare di dare al virus “scappatoie” per prevenire una nuova ondata di contagi.

Le misure adottate

I cittadini di Jia devono avere permessi speciali per poter uscire dalle proprie case e indossare mascherine. Tutte le attività commerciali sono state chiuse, tranne quelle essenziali, mentre le auto possono circolare a seconda della targa a giorni alterni.

Nuovi contagi a Hong Kong

Una nuova ondata di contagi lo scorso 27 marzo ha costretto anche Hong Kong a revocare la ripresa della normale vita sociale ed economica.

Le misure di distanziamento sociale e il divieto di aggregamenti superiori alle 4 persone sono stati reintrodotti a causa del record nella metropoli asiatica di 65 nuovi casi di coronavirus in sole 24 ore.

I dubbi sui numeri della Cina

Ufficialmente la Cina ha riportato 82mila contagi di coronavirus e 3.300 vittime, di cui la maggior parte concentrati nella città di Wuhan. I dubbi sulle reali dimensioni del disastro, però, circolano da diverso tempo, soprattutto comparando le cifre registrate in altri Stati del mondo e specialmente dell’Europa.

A Wuhan vivono 11 milioni di abitanti, mentre la sola provincia dell’Hubei ha quasi la stessa popolazione dell’Italia. Negli Stati Uniti a pochi giorni dal deflagrare del contagio si sono già registrati più di 200mila casi.

Altro mistero riportato dalla stampa internazionale è il numero di urne funerarie che i parenti delle vittime del coronavirus sono andati a ritirare. Le code potevano durare diverse ore e sembra che il numero fosse molto maggiore rispetto ai numeri ufficiali.

La Cina ha sempre destato sospetti, a partire dall’iniziale tentativo di nascondere l’epidemia e le varie revisioni (almeno 6) nel registrare i numeri dei decessi.

Il report dell’intelligence americana

Oggi la testata Bloomberg ha reso noto un report confidenziale che gli 007 americani avrebbero redatto per la Casa Bianca. Nel documento si riporta che la Cina avrebbe occultato il contagio di coronavirus nel Paese. Il sito di news cita 3 funzionari che sostengono che i rapporti pubblici siano stati volutamente lasciati incompleti e che i numeri cinesi siano falsi.

Mike Pence, vice presidente degli Stati Uniti, ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero potuto essere in condizioni migliori se la Cina fosse stata più “disponibile” a condividere le informazioni.

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