Cronaca

Coronavirus, Roberto Burioni: la via dell’immunità naturale

Per Burioni saranno 3 i fattori che staranno alla base di quella che sarà la fase 2 dell'epidemia Coronavirus in Italia
roberto burioni in primo piano

I numeri del contagio da Coronavirus sembrano, giorno dopo giorno, stabilizzarsi sempre di più e le notizie, dalle terapie intensive, si fanno via via più promettenti. La tanto agognata “fase 2” della gestione dell’epidemia in Italia, sembra essere una realtà prossima a concretizzarsi e tra esperti ci si confronta sulla via da imboccare, la più sicura possibile che possa riportare il Paese ad una normalità che appare retaggio del passato.

Si profila essere un processo quanto mai lento e lungo affinché sia al contempo estremamente efficace con la visione futura di un risveglio graduale dalle attività allo più scaglionato vivere quotidiano.

Roberto Burioni, medico e divulgatore scientifico italiano in prima linea nella lotta al Covid-19, sul suo Medical Facts, anticipa e ipotizza 3 fattori che “possono contribuire allo scenario che prevede una prossima fine per la fase ‘acuta’ dell’epidemia“.

Burioni, i 3 fattori che determineranno la fase 2

L’obiettivo, quando si potrà dire di essersi lasciati la “fase acuta” dell’epidemia alle spalle, sarà imparare a convivere nel migliore e più prudenziale dei modi con il Covid-19.

Per Burioni, permettere una “sana convivenza” significa iniziare a tenere conto di almeno 3 diversi fattori che potrebbero incidere in maniera significativa nella lotta al Sars-Cov-2.

Il primo fattori in assoluto riguarda le misure restrittive già vigenti quali l’isolamento sociale e il suo conseguente distanziamento, pratica destinata ad essere non solamente un tampone emergenziale ma prassi quotidiana. Il terzo fattore – al momento solo ipotizzabile – per Burioni sarà la “stagionalità”, dunque trattare il Coronavirus al pari di tutti gli altri virus che “prediligono la stagione invernale“.

L’immunità naturale

È però il secondo fattore che su tutti attira maggiormente attenzione e ancora al vaglio: “Lo stabilirsi di immunità naturale verso COVID-19 in una parte importante della popolazione“. Questo l’unico fattore che per Burioni è destinato, se sviluppo, a poter proteggere in maniera significativa la popolazione da quella che potrebbe essere una “seconda ondata” o “ondata di ritorno” di contagi.

Ma l’efficacia – si legge su Medical Facts e la durata di questa immunità non è ancora nota e dovrà essere monitorata nel tempo.

Al momento, non essere disponibile un vaccino almeno parzialmente efficace contro SARS-CoV-2, l’unico modo per valutare come questi fattori hanno agito nel ridurre il numero del contagio (e la conseguente mortalità) è quello di campionare in modo statisticamente rilevante la popolazione generale nelle varie aree geografiche del Paese, per valutare sia lo stato dell’infezione attiva, tramite tamponi diagnostici, che lo stato di immunità della popolazione, tramite analisi sierologiche grazie a test valiti per la presenza di anticorpi specifici“.

Approfondisci

TUTTO SUL CORONAVIRUS

Coronavirus, perquisito Pio Albergo Trivulzio e altre Rsa: prese cartelle cliniche delle vittime

Coronavirus nel mondo: Spagna pronta a ripartire, in Svezia peggiora la situazione

Potrebbe interessarti