Il premier Giuseppe Conte in primo piano con sguardo corrucciato

In una lunga intervista rilasciata per il quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung, uno schietto Giuseppe Conte ha voluto chiarire diversi punti in merito alla questione Coronavirus, Mes e Coronabond.

Poco dopo la divulgazione della suddetta intervista, il Presidente del Consiglio ha raggiunto telefonicamente la Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, dove pare aver rilanciato i Coronabond.

L’intervista a Conte

Stiamo vivendo il peggiore choc dall’ultima guerra. Per cui l’Europa deve dare una risposta all’altezza” ha dichiarato il Presidente del Consiglio, “L’UE ha bisogno di tutta la sua potenza di fuoco” ovvero, secondo Conte quello di realizzare “insieme un impegno straordinario”.

La soluzione per Conte restano i Coronabond perché rappresentano “Una solidarietà specifica e limitata nel tempo”. Questi sono forse l’unico strumento che permetterà a tutti gli Stati europei di rafforzarsi sui mercati. Accettare i Coronabond, per l’Europa, significa lanciare un messaggio chiaro e conciso ovvero quello di un’Europa “Solida e coesa”.

Molti Paesi hanno guardato a loro stessi

Conte è stato schietto, nel descrivere l’atteggiamento dell’Europa negli ultimi 40 giorni, ha affermato che molti Stati hanno scelto di guardare ai loro interessi.

Facendo l’esempio della Germania che nel bilancio commerciale ha decisamente sforato rispetto alle regole UE.

È indiscutibile, l’Italia è stata lasciata sola ha detto Conte, ricordando le recenti scuse di Ursula Von Der Leyen a nome di tutta l’Unione Europea e dell’Europarlamento. “Devo dire che ho molto apprezzato questo gesto” ha confessato Conte.

Intesa con Von der Leyen

Solo guardando all’Europa e agli europei tutti sarà possibile uscirne, il Presidente del Consiglio ne è convinto. Idea la sua che trova appoggio anche nella figura della Presidente della Commissione Europea Von Der Leyen.

I due, stando a quanto reso noto da fonti di Palazzo Chigi, hanno avuto un incontro telefonico in cui si sono confrontati sulla risposta europea alle conseguenze sociali ed economiche generate dall’emergenza da nuovo Coronavirus Covid-19. Il prossimo consiglio europeo si terrà giovedì 23 aprile.

Lo spauracchio del Mes

Parlando della questione Mes e della totale avversione dell’Italia a questo sistema ora, Conte ha precisato che c’è un motivo più che valido: “Il Mes ha una cattiva fama. Non abbiamo ancora dimenticato che ai greci, nell’ultima crisi finanziaria, sono stati richiesti sacrifici inaccettabili perché ottenessero i crediti”.

Atteggiamenti da parte dell’Europa che, a detta di Conte, hanno accresciuto la sfiducia degli italiani nell’Europa.

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