Hans Kluge OMS

L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, nella persona del direttore regionale per l’Europa, Hans Kluge, ribadisce a livello mondiale un concetto già noto e già avanzato da numerosi esperti in termini di emergenza Coronavirus. Secondo quanto sottolineato da Kluge in giornata odierna, gravissimo errore sarebbe non prevedere nel futuro una seconda, terza ondata di contagi soprattutto sin quando non sarà possibile una terapia o un vaccino per contrastare il virus.

Coronavirus, l’avvertimento dell’OMS

I numeri positivi e in calo sono sicuramente confortanti, le misure di sicurezza leggermente allentate dal prossimo 4 maggio in Italia danno la speranza di poter vedere presto la luce alla fine del tunnel ma, guardando all’emergenza, la situazione permane seria.

Un situazione ben descritta da Kluge che, alla luce dei dati positivi riscontrati in Europa in termini di nuovi contagi di Covid-19, non arretra dal dichiarare: “In seguito alle misure di distanziamento vediamo un plateau o una riduzione nei nuovi casi. Dobbiamo monitorare questi sviluppi positivi da vicino“.

Ma il rischio che a seguito di questa prima ondata epidemica possano essercene altre non è affatto fugato e sembra sempre più profilarsi come una certezza: “Sarà necessario prepararsi a una seconda o una terza, in particolare se non c’è ancora un vaccino disponibile“.

Fase 2: “Rimanere pronti a innalzare di nuovo le misure

Anche a livello mondiale, il ragguaglio è sempre lo stesso: cautela e prudenza. Un passo falso in questo preciso momento dell’emergenza potrebbe costare caro e vanificare tutti i sacrifici sinora messi in atto da parte di cittadini e istituzioni a livello mondiale ed europeo. Una cautela che si richiede proprio ora che molti dei Paesi messi in ginocchio dall’emergenza si stanno avvicinando alla fase 2 della gestione, come la stessa Italia: “Rimanere vigili e pazienti, pronti a innalzare di nuovo le misure quando e dove necessario“, sono le parole di Kluge che invita a mantenere costantemente monitorata l’evoluzione dell’epidemia di un virus che non sembra fare sconti e che soprattutto potrebbe essere quanto mai veloce laddove, un passo valso, potrebbe favorirgli strada libera per la proliferazione.

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