Esami di laboratorio

La fase 2 dell’emergenza sanitaria sta per iniziare e nonostante nelle ultime settimane si stia registrando una riduzione dei contagi, la lotta al Covid-19 continua senza sosta. Per portare avanti questa battaglia vengono adoperati tutti i mezzi che si hanno a disposizione, primo fra tutti: la ricerca. Un nuovo studio ha confermato che i pazienti guariti dal coronavirus producono gli anticorpi contro il virus.

Il 100% dei pazienti presenta degli anticorpi al virus

Da tale studio, svolto dalla Chongqing Medical University e pubblicato sulla rivista Nature Medicine, è emerso che su 285 pazienti analizzati, il 100% presenta degli anticorpi IgG, ovvero quelli prodotti nel corso della prima infezione, gli stessi che proteggono nel lungo periodo.

Suddetto studio conferma che il test sierologico può offrire un grande contributo sia nel diagnosticare i pazienti sospetti risultati negativi al tampone che nellidentificare gli asintomatici. 

Burioni commenta i dati: “Promette bene per l’immunità

Secondo Roberto Burioni questa è una “buona notizia“. Il virologo ha commentato i dati della ricerca effettuata dall’università cinese Chongqing Medical University, scrivendo sul proprio account Twitter: “seppure in quantità variabili, i pazienti guariti da COVID-19 producono anticorpi contro il virus.

Questo è bene perché rende affidabile la diagnosi sierologica e, se gli anticorpi fossero proteggenti, promette bene per l’immunità. Si tratta quindi di un segnale di speranza che arriva in un periodo complicato, che sta coinvolgendo il mondo intero.

Interviene anche il virologo Silvestri: “Lo studio è importante

Anche Guido Silvestri, virologo italiano attualmente residente negli Stati Uniti, ad Atlanta, ricercatore alla Emory University, ha commentato i dati che sono stati pubblicati dalla rivista scientifica Nature Medicine, scrivendo sul suo profilo Facebook: “Lo studio è IMPORTANTE in quanto conferma che il nostro sistema immunitario monta una risposta anticorpale contro il virus“.

Buone notizie anche dalla Corea del Sud

Un’altra novità positiva arriva dalla Corea del Sud. Negli ultimi giorni numerose fonti hanno riportato una notizia che ha preoccupato lo Stato dell’Asia Orientale: alcuni pazienti considerati guariti, erano risultati nuovamente positivi al Covid-19. Ciò, oltre a creare un clima di agitazione e allarmismo, aveva fatto ipotizzare che nell’organismo di alcuni pazienti risultati positivi al coronavirus potessero essere ancora presenti dei frammenti di virus “inattivo”. Ma, secondo quanto è stato diffuso da Rai News, l’ente di controllo sanitario della Corea del Sud è intervenuto dichiarando che le 260 persone risultate “re-infettate” dopo un tampone negativo stavano semplicemente eliminando materiale virale.

Quest’ultimo, dato che veniva rilevato dai tamponi, faceva ipotizzare ad una presenza del virus nell’organismo dei pazienti.

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