Luca Zaia

Prosegue il lavoro per uscire dall’emergenza Coronavirus, in tutta Italia. Nelle Regioni in cui la curva epidemiologica e i numeri lo consentono, si sta cercando anche di guardare un po’ più in là e su una riapertura più decisa, prima del 1 giugno. Tra questi c’è ovviamente il Veneto, il cui Governatore Luca Zaia solo ieri ha annunciato l’intento di istituire una “Banca del plasma, per prepararsi per possibili future necessità.

Il Veneto continua a chiedere la riapertura anticipata

Governo e Regioni sembrano iniziare a parlare la stessa lingua: dopo le resistenze iniziali e le pressioni dei Governatori, Giuseppe Conte ieri ha aperto alla possibilità di anticipare i tempi delle riaperture di negozi e dei settori ancora chiusi.

Solo se i numeri lo consentiranno, ovviamente. Nella conferenza odierna, però, Luca Zaia sottolinea che “l’1 giugno è troppo distante“.

Esclude però la possibilità di intervenire autonomamente, un po’ come fatto da Jole Santelli in Calabria. “Qualsiasi ordinanza fatta dal sottoscritto – spiega Zaia – se va contro la legge non ha efficacia giuridica, mette nei guai coloro che tiran su la serranda e le forze dell’ordine fanno verbali.

C’è poco da fare i fenomeni da parte nostra“.

Zaia: “Devo difendere i cittadini

A non andar giù, al Governatore e ai cittadini del Veneto, è quello che sembra un certo “doppiopesismo”: “Difficile spiegare che un azienda con 1000 dipendenti lavora da settimane e un negoziante che vende magliette i 40 metri quadri non può aprire“. Per questo, Luca Zaia chiede spiegazioni: “A meno non si consideri che il rischio sia da correre perchè alcune attività sono più strategiche di altre, ma entrambi hanno la stessa dignità“.

Vedere bistrattati gli artigiani e negozianti non lo trovo giusto” ha detto il Presidente della Regione, che poi chiama in causa il governo: “Se c’è batta un colpo“.

A breve la lettera ai guariti dal Coronavirus

Nei giorni scorsi aveva fatto notizia l’iniziativa del Veneto di istituire la prima “Banca del Plasma”: nella Regione la plasmaferesi sta dando risultati positivi, e in caso venga convalidata dagli studi è bene farsi trovare pronti, “perché se tutto funziona non vogliamo trovarci a settembre che e manca la materia prima” ha detto Zaia.

Per questo, ha annunciato che “nelle prossime ore, un giorno al massimo, verrà inviata una lettera a tutti coloro che sono guariti dal Coronavirus per il prelievo del sangue“.

Non tutti i guariti però potranno servire alla causa: “Dev’essere poi fatta un’analisi della qualità della risposta anticorpale, perché al di sotto una certa soglia il sangue non serve“. Zaia però ha richiamato al senso di responsabilità e alla disponibilità dei singoli cittadini per questo importante progetto.

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