La cooperante Silvia Romano, con mascherina e hijab

A casa. 18 mesi dopo il rapimento nel villaggio di Chakama, in Kenya, la cooperante Silvia Romano è tornata a casa. E non solo nel senso figurativo e patriottico del termine, nel senso di “è tornata in Italia”, no: la Romano ora è proprio tra le mura di casa sua, nel quartiere Casoretto di Milano che la stava aspettando con striscioni e musica.

Silvia Romano è arrivata a Milano

Giorni di tumulto, di gioia ma anche di feroci attacchi e insulti tramite i social a Silvia romano. Beceri, per la maggior parte, denigranti e fortemente sessisti, che nulla hanno a che spartire con una discussione – pur legittima – che si interroga su alcuni lati oscuri del rapimento di Silvia Romano in Africa.

Chi si indigna per l’ipotetico prezzo del riscatto: alcune fonti somale, riporta Adnkronos, hanno tirato in ballo gli ormai tanto dibattuti 4 milioni di euro, mentre altre si fermano a 1,5 milioni. In ogni caso, il Governo avrebbe finora smentito il pagamento di un riscatto. Potrebbe essere una questione marginale, nascosta dalla gioia del ritorno a casa, dalla famiglia, eppure è al centro della polemica.

Si valuta come tutelare Silvia Romano

Gli attacchi social contro Silvia Romano hanno raggiunto un tale livello di livore e aggressività che, riporta TgCom24, le forze dell’ordine starebbero valutando forme di tutela per Silvia Romano, come ad esempio una scorta. Una questione che andrà comunque affrontata dopo i 14 giorni mandatori di isolamento domiciliare per l’emergenza Coronavirus.

A alimentare la polemica, la sua spontanea conversione all’Islam, la scelta di cambiare nome in Aisha (seconda moglie del Profeta Maometto) e gli abiti con cui è arrivata in Italia.

A tal proposito, Matteo Salvini ha dichiarato: “Penso che un ritorno più sobrio e riservato avrebbe evitato pubblicità gratuita a livello mondiale a questi infami, che nel nome della loro religione hanno ammazzato tante persone“. Il riferimento è al gruppo al-Shabaab, dietro al rapimento di Silvia Romano.

Le prime parole di Silvia Romano a Milano

Ci sarà tempo per chiarire tutti gli aspetti della vicenda, dal rapimento alla liberazione, con riscatto o meno, con presunti condizionamenti psicologici o meno. Di certo, c’è solo che Silvia Romano è tornata a Milano dopo 535 giorni di prigionia.

Scortata dalla Polizia in un bagno di folla nel quartiere Casoretto, la giovane è apparsa sorridente.

Come riportano numerose fonti, le uniche parole riferite sarebbero state: “Sto bene, rispettate questo momento“, tanto per lei quanto per la famiglia che ha potuto riabbracciarla dopo tutto questo tempo. Quindi il rientro in casa e l’apparizione dal balcone e un saluti, sorrisi e pollici alzati. Per tutto il resto, anche per superare gli insulti, ci sarà tempo.

Silvia Romano saluta dal balcone di casa a Milano
Silvia Romano saluta dal balcone di casa a Milano

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