militari nel cimitero di Bergamo per il trasporto delle salme

Nella domenica che precede l’ingresso nel clou della Fase 2, relativa alle riaperture, fa scalpore una foto della città di Bergamo postata sui social. Una miriade di persone in strada come se non fosse mai accaduto nulla, l’immagine ha scatenato un certo clamore mediatico e non sono state risparmiate aspre critiche.

Folla in strada a Bergamo

La foto, postata su Facebook dall’ex consigliere regionale ed ex sindaco di Sant’Omobono, Giosuè Frosio, ha scatenato una grande polemica sui social, tant’è che in merito è intervenuto persino il sindaco Gori.

Nella città più colpita della Lombardia, nella quale le vittime dello spietato Covid-19 sono state portate via dall’esercito perché non c’era spazio per contenere le salme, in tanti sembrano aver dimenticato e oggi si sono riversati con serenità per le strade della Città Alta.

A passeggio senza misure di sicurezza

Ad essere immortalata è stata una strada del quartiere della Corsarola, dove molte delle persone non indossavano le mascherine e non rispettavano le distanze di sicurezza. Proprio nella serata di sabato, durante la conferenza stampa per presentare il Decreto Rilancio, il Presidente del Consiglio Conte si era raccomandato con i cittadini nell’usare accortezza: “Portate sempre con voi la mascherina” ha detto spiegando che anche in una strada particolarmente affollata è bene indossarla.

Parole al vento pare, raccolte in un dissenso espresso in poche parole dallo stesso Frosio: “Città Alta oggi… abbiamo capito tutto…

il post di Giosué Frosio su Bergamo su Facebook

Il commento del sindaco Gori

In un video-messaggio dedicato alla giornata del 18 maggio, il sindaco Gori ha voluto raccomandarsi nuovamente con i cittaindi invocando la prudenza, per poi spendere qualche parola con quanto accaduto alla Corsarola.

E mentre stamattina, dopo una passeggiata sui Colli, ero tornato a casa rinfrancato – non avevo incontrato una sola persona senza mascherina -, le immagini del pomeriggio, di Città Alta e di Largo Rezzara, mi hanno preoccupato e fatto arrabbiare.

Non sono bastate centinaia morti nella nostra città? Vogliamo ritrovarci tra un mese di nuovo nei guai?! Ve lo chiedo di nuovo: per piacere, metteteci serietà, impegno e rigore”.

Guarda il video:

Domani è un giorno importante. Dopo una lunga chiusura riaprono i negozi, i bar e ristoranti: in questo video vi spiego con quali obblighi e precauzioni. Le tre parole chiave restano DISTANZE (almeno 1 metro), MASCHERINA (obbligatoria) e IGIENE. Ci sono regole da rispettare per tutti, in primo luogo per gli operatori commerciali e i ristoratori, ma il nostro senso responsabilità – di noi cittadini – sarà fondamentale. E non basta invocare i controlli: se anche avessimo il triplo degli agenti di Polizia Locale non potremmo essere dappertutto a controllare tutti. E comunque non li abbiamo. Li faremo i controlli, ma sta innanzitutto a noi. E mentre stamattina, dopo una passeggiata sui Colli, ero tornato a casa rinfrancato – non avevo incontrato una sola persona senza mascherina -, le immagini del pomeriggio, di Città Alta e di Largo Rezzara, mi hanno preoccupato e fatto arrabbiare. Non sono bastate centinaia morti nella nostra città? Vogliamo ritrovarci tra un mese di nuovo nei guai?! Ve lo chiedo di nuovo: per piacere, metteteci serietà, impegno e rigore.

Pubblicato da Giorgio Gori su Domenica 17 maggio 2020

Approfondisci:

TUTTO SUL CORONAVIRUS

Coronavirus, la lettera dei medici di Bergamo: “Siamo oltre il punto di non ritorno”

Fase 2, l’intesa Stato-Regioni non piace a tutti.

De Luca furioso: “Io non firmo”

Lombardia, indagini sulla scritta “Fontana assassino”: accuse per la gestione del coronavirus