Primo piano di Valentina Pitzalis

Dopo nove anni, potrebbe finalmente chiudersi la vicenda giudiziaria che ha visto indagata Valentina Pitzalis, che rimase ustionata e sfigurata dopo un incendio nella casa in cui abitava l’ex marito, Manuel Piredda. Proprio l’uomo rimase vittima del fuoco e i familiari hanno sempre rilanciato l’accusa che sarebbe stata proprio Valentina Pitzalis ad uccidere Manuel. Una tesi ora rigettata nuovamente dalla Procura.

Valentina Pitzalis, divenuta simbolo della violenza contro le donne

Il nome di Valentina non è nuovo alle cronache, da quando nel 2011 è finita al centro di una vicenda che ne ha cambiato decisamente la vita.

Stando alle cronache, l’allora 27enne si recò a Bacu Abis, in Sardegna, su richiesta dell’ex marito Manuel Piredda, che voleva tornare assieme a lei. Al punto che, come accade tristemente in numerosi fatti di cronaca e femminicidi, questa volontà si trasformò in ossessione.

Il 17 aprile 2011 i vigili del fuoco risposero ad una chiamata da una casa in fiamme a Bacu Abis. Dentro, venne trovato il corpo senza vita di Manuel Piredda, in posizione fetale. Inoltre, addosso avrebbe avuto guanti in gomma e uno straccio imbevuto di benzina ai piedi.

Secondo il racconto della Pitzalis, Piredda avrebbe tentato di darle fuoco, salvo perire lui stesso nell’incendio scatenato.

L’accusa della famiglia di Piredda

Da quella storia, Valentina Pitzalis uscì gravemente sfigurata in volto e da allora è divenuta una delle donne simbolo della lotta contro la violenza, come Gessica Notaro o Giuseppe Morgante, aggredito con l’acido. Non tutti però hanno creduto alla versione che vedeva Valentina come vittima: la famiglia di Piredda l’ha accusata di averlo ucciso e che Manuel fosse morto prima dell’incendio.

In particolare, la madre ha sostenuto per anni che ci sarebbe prove sul corpo di una violenza, versione però smentita dai medici legali.

Questo non ha impedito la famiglia di ottenere, nel 2017, la riapertura delle indagini grazie ad un esposto, dopo che erano già state disposte 2 archiviazioni.

Archiviato nuovamente il caso

Come si apprende da fonti locali, l’esito di questo nuovo esposto non si è discostato da quelli del passato. Il procuratore aggiunto Gilberto Ganassi avrebbe infatti chiesto l’archiviazione per la Pitzalis, che risultava indagata per incendio doloso e omicidio volontario.

Neanche questa nuova fase delle inchieste, concluse con l’incidente probatorio dello scorso settembre, avrebbe rilevato prove di colpevolezza per Valentina Pitzalis, che non avrebbe così ucciso Manuel Piredda.

Determinanti ancora gli esiti delle perizie, che avevano rilevato come non ci fossero segni di soffocamento precedenti alle ustioni. Una chiusura, l’ennesima, che potrebbe mettere definitivamente il punto sulla questione.

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