carlo conti in primo piano

Dopo l’interruzione delle trasmissioni a causa della pandemia del Covid-19, molti personaggi televisivi abituati a continui spostamenti ed una vita lontana da casa, hanno avuto la possibilità di riscoprire le loro famiglie, le loro case e le passioni che magari avevano accantonato da tempo. Questa volta a parlare di tutto ciò, è Carlo Conti che, in un’intervista al settimanale Oggi, ha raccontato gli effetti del lockdown sulla sua sua professione oltre che sulla sua vita privata.

Lo stop de La Corrida

Prima dello stop generale Carlo Conti aveva appena cominciato a condurre su Rai 1 il programma La corrida quando è stato costretto a fermare tutto dopo sole due puntate.

Questo però non l’ha scoraggiato, anzi, come racconta proprio nell’intervista al settimanale, ha avuto maggior tempo da dedicare alla moglie Francesca Vaccaro e al figlio Matteo. Tempo che ha dedicato anche a se stesso riscoprendo la sua passione per la musica:  “Ho risistemato il mio studiolo, riordinato i dischi, collegato il mixer con i piatti, dopo 20 anni che era tutto sottosopra. Le mie giornate erano scandite dalle esigenze del piccolo.

Ma tra un Matteo e l’altro, sono riuscito a rimontare lo studio”.

Il lockdown per Carlo Conti

Il suo, comunque, è stato un lockdown “fortunato”: “Sono un privilegiato, non mi lamento. Ho avuto la fortuna di averla passata in una bella casa con uno spazio esterno, assieme ai miei affetti: mia moglie Francesca e mio figlio Matteo. Ho avuto l’occasione di stare di più con loro e fare delle riflessioni, una in particolare“.

Carlo Conti infatti, orfano di padre a soli 18 mesi, ha potuto mettersi nei panni di tutte quelle famiglie che già di norma vivono situazioni di disagio, ricordandogli molto la sua infanzia: “Ho pensato che se questa cosa fosse successa 50 anni fa, mi sarei trovato in una situazione difficile: mia mamma era sola, perché mio babbo è morto quando avevo 18 mesi, e vivevamo in un piccolo bilocale in affitto.

Lei, non avrebbe avuto i soldi per andare avanti. Pensando a questo, mi rendo conto di quante famiglie oggi si trovano in difficoltà e vanno aiutate“.

Una splendida e ricca carriera

La fortuna però è dalla sua parte e con la sua passione per la radio fin da giovanissimo, per la quale lascerà un posto fisso da bancario, riesce ad arrivare alle sue prime trasmissioni radiofoniche che man mano lo porteranno, nel 1985, al suo esordio in RAI nella famosa trasmissione Discoring, da lì arrivano una lunga serie di successi.

Oggi è una personalità di spicco nel mondo della televisione, e i palinsesti contano spesso sulla sua presenza tanto da averlo già prontamente inserito, sia nella programmazione autunnale con il ritorno di Tale e quale show, che con una nuova trasmissione, Top Ten di cui spiega: 

È un programma in cui giochiamo con le classifiche, un pretesto per fare show.

A fronteggiarsi, due squadre composte da tre vip che hanno qualcosa in comune”, spiegando cosa devono indovinare. “Per esempio, la classifica dei nomi femminili più scelti in un certo anno, oppure quella delle Regioni che hanno consumato più vino, o quella dei rigoristi più bravi della storia. Abbiamo anche due ospiti, a cui chiedere le loro personali classifiche“.

La cerimonia dei David di Donatello

Non esistono però, solo trasmissioni “comuni”, infatti durante il lockdown viene scelto come presentatore della cerimonia dei David di Donatello, in cui si ritrova da solo nello studio con gli attori in collegamento da casa.

Sensazioni insolite per chi come lui è abituato al calore del pubblico che però dichiara: “Credo di essere stato l’unico presentatore al mondo ad avere condotto una premiazione in uno studio da solo. Ma sono venute fuori belle emozioni. Gli attori, a casa, senza smoking e tappeto rosso, si sono lasciati andare”.

Le città deserte per il Covid-19

Le immagini di questi mesi hanno mostrato un’Italia stravolta, con piazze e città deserte come mai prima d’ora, di cui Conti stesso racconta: “Io stesso sono andato in centro a Firenze e ho questo video nel telefonino: sono solo al centro, mi giro a 360 gradi e intorno a me non c’è nessuno.

Emozionante e angosciante”, si ha il desiderio di andare avanti e di sperare che il peggio sia passato nonostante si debba ancora rimanere in allerta. Come molti altri italiani, spera nel futuro: “Sono ottimista. Confido nei medici, che stanno facendo passi avanti nella cura del virus. Spero ci sia un lento ma inesorabile ritorno alla normalità, con intelligenza e attenzione” anche se confessa, “Mi pare però che un pochino si stia esagerando. Vedo molta libertà, forse troppa, nei bar, nei ristoranti“.

I fan intanto possono seguirlo in televisione ogni venerdì sera.