kim jong un partecipa ad un vertice

Come un fulmine a ciel sereno che sa di dejà-vu è la notizia che il supremo leader della Corea del Nord Kim Jong-Un è in coma. A diffondere la notizia un diplomatico sud-coreano. 

Non è la prima volta che sulle condizioni di Kim Jong-Un circolano notizie allarmanti, proprio nei mesi clou della diffusione del Coronavirus, mentre mezzo mondo era in lockdown, era stato reso noto che il leader Nord-coreano non era sopravvissuto ad un intervento al cuore e si trovava in stato vegetativo. All’epoca dei fatti era stato anche reso noto che a succedergli sarebbe stata l’amatissima sorella Kim Yo-Jong.

 

Kim Jong-Un è in coma 

Una notizia dai toni sensazionalistica arriva dalla Corea del Sud e fa tremare quella del nord. Secondo quanto riferito da un noto diplomatico, Chang Song-min, il leader supremo della Corea del Nord è in coma. 

Chang Song-min è stato per anni vicinissimo all’ex presiedente Kim Dae-jung e quindi ritenuto fonte attendibile. Secondo quanto da lui riferito e ripreso da più testate come il Daily Mail e The Mirror, Kim è grave e il DPRK nasconde l’entità dello stato di salute del leader.

Secondo Chang Song-min, il leader non è ancora morto, ma non sembra prossimo alla ripresa 

Tutto pronto per l’ascesa di Kim Yo-Jong

Chang Song-min ha poi aggiunto che è tutto pronto per la successione di Kim Yo-jong, anche se per la sorella preferita del leader supremo non è stata creata una vera e propria struttura governativa, ma il vuoto politico non può durare a lungo, per questo la sua ascesa avvera quanto prima.

A chi fa notare che Kim Jong-Un ha fatto diverse apparizioni pubbliche, Chang Song-min contesta affermando di essere ciecamente convinto che si tratti in realtà di foto vecchie e che sono mesi che il leader non presenzia ad eventi importanti.

Per quanto riguarda la presenza di Kim a un incontro di gabinetto, Chang Song-min ha concluso che nemmeno l’agenzia Reuters è stata in grado di verificare la veridicità dell’immagine.

Il sospetto dalle poche apparizioni

Secondo un’analisi effettuata da Reuters, le apparizioni pubbliche di Kim Jong-un sono state 27 nell’ultimo anno; poche per il leader. Una condizione che ha generato diversi sospetti, fortemente motivati dalla spiegazione.

La moria di apparizioni pubbliche del leader è stata motivata dalle misure precauzionali previste per l’emergenza Coronavirus; strana spiegazione, fa notare Reuters, per un Paese a zero casi.

Per questo motivo ha iniziato a circolare il sospetto che il Coronavirus fosse solo un escamotage per nascondere le effettive condizioni di salute di Kim Jong-un.

Un mistero, quello sulle effettive condizioni di Kim Jong-Un che continua ad essere alimentato dalle sue assenze, che si rivelerà una notizia smentita come lo scorso aprile? Per saperlo occorre attendere una riapparizione del leader o un commento del Comitato.

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