Francesco Testi racconta la sua esperienza in merito all'Ares Gate e alla Setta dei Vip

Continua ad ingigantirsi lo scandalo Ares Gate scoppiato al Grande Fratello Vip che ha travolto come un terremoto il mondo dello spettacolo. Sulla presunta “Setta di Lucifero” che coinvolgerebbe molti Vip ha detto la sua anche l’attore Francesco Testi (Baciamo le mani e Furore) con un lungo post su Instagram. Testi ha raccontato la sua inquietante esperienza con la casa di produzione Ares Film di Teodosio Losito e Alberto Tarallo, poi fallita.

La dichiarazione di Francesco Testi

“Cerco di dare il mio punto di vista su una questione che ormai ha preso piede.

Non posso esimermi”, esordisce sui social Francesco Testi. Dopo lo scoppio del caso al Grande Fratello Vip e le dichiarazioni successive di molti Vip, l’attore ha raccontato la sua esperienza. “È il mio punto di vista proprio perché fa riferimento alla mia esperienza personale. Avere un contratto con Ares Film aveva come conditio sine qua non quella di lasciare la vecchia agenzia e di tagliare i ponti con il proprio agente, questo perché la produzione aveva una propria agenzia di riferimento”.

Testi sottolinea “l’impossibilità di avere legami affettivi stabili” fra i requisiti fondamentali per lavorare con Ares.

Quando si è innamorato della sua attuale compagna Reda, ha abbandonato i progetti cui stava lavorando come la fiction L’onore e il rispetto 4.

Il sostegno ad Adua e la depressione

L’attore continua il suo post manifestando vicinanza alla collega Adua Del Vesco, rivelando di aver sofferto lui stesso di depressione. “In età adolescenziale ho sofferto di una grave forma di depressione e so bene quali effetti devastanti possa avere sulla mente di una persona“, scrive, “Per questo mi auguro che Adua superi questo momento e possa riuscire a stare bene“.

Il lungo sfogo di Testi su Instagram

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Cerco di dare il mio punto di vista su una questione che ormai ha preso piede, per cui non posso esimermi dal farlo. È il mio punto di vista proprio perché fa riferimento alla mia esperienza personale. Avere un contratto con Ares Film aveva come conditio sine qua non quella di lasciare la vecchia agenzia e di tagliare i ponti con il proprio agente, questo perché la produzione aveva una propria agenzia di riferimento. Il paradigma su cui si fondava il progetto lavorativo era l’assoluta dedizione al lavoro e l’impossibilità di avere legami affettivi stabili (visti come potenziale distrazione dal progetto). Il tutto era perfettamente chiaro e diventava una scelta consapevole (nessuno mi ha mai puntato una pistola alla tempia). La vita però, si sa, è imprevedibile. Quando ho preso una “sbandata” per una donna, sono venuto meno al paradigma: ciò che prima non mi pesava, diventava improvvisamente un’imposizione. Ne sono scaturite forti divergenze di opinione e un diradamento costante dei rapporti personali con i produttori. Come avevo accettato consapevolmente di salire sulla nave, altrettanto consapevolmente ho deciso di abbandonarla nel 2015, prima ancora che andasse in onda “L’onore e il rispetto 4”, che è stato il mio ultimo lavoro con loro. Reda, la mia compagna, ha abbandonato la nave insieme a me ed ho la fortuna di averla accanto ancora oggi. Da allora non ho più visto né sentito nessuno, fatta eccezione per l’8 gennaio 2019, quando ho portato le mie condoglianze ad Alberto il giorno del funerale di Teo. Mi sono pentito di non essere riuscito a mantenere i rapporti personali e mi chiedo tutt’oggi se, nel caso lo avessi fatto, avrei potuto accorgermi di strani segnali e fare qualcosa per aiutarlo,. Resterà sempre un mio cruccio. In questi giorni ho sentito parole forti su questo tragico evento e non solo, parole che a mio avviso andrebbero approfondite in un contesto che di certo non può essere individuato in un palinsesto televisivo. In età adolescenziale ho sofferto di una grave forma di depressione e so bene quali effetti devastanti possa avere sulla mente di una persona. Per questo mi auguro che Adua superi questo momento e possa riuscire a stare bene

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Ares Gate: l’inizio dello scandalo

Tutto è cominciato con le rivelazioni di Adua Del Vesco e Massimiliano Morra nella casa del GFVIP. Per primi hanno fatto allusioni alla presunta Setta che avrebbe avuto come capi i padroni della Ares Film, Teodosio Losito (morto suicida nel 2019) e Alberto Tarallo. La casa di produzione Ares Film è poi fallita quest’anno. Ad alimentare lo scandalo con le proprie dichiarazioni son arrivate poi Barbara D’Urso, Lory Del Santo e Alfonso Signorini.

Nancy Brilli e Giuliana De Sio hanno gettato altra benzina sul fuoco. Avrebbero ricevuto pressioni per inscenare dei flirt inesistenti con altri attori, allo scopo di ottenere attenzione mediatica.

Si vocifera che anche Gabriel Garko sia coinvolto: dopo il recente coming out, non son pochi a pensare che qualcuno all’interno della Setta lo abbia costretto a nascondere la propria omosessualità in cambio di lavoro. Al momento nulla è certo, se non che lo scandalo è appena cominciato.

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