Roma, scontri fra la polizia e il corteo di neofascisti e ultras

300 persone la scorsa notte hanno dato vita ad una vergognosa guerriglia nel centro di Roma, distruggendo macchine, motorini e cassonetti al loro passaggio. Un corteo anti-coprifuoco, anti-lockdown, anti-mascherine, formato da ultras e da estremisti di destra, si è scontrato con la polizia. Due agenti del reparto mobile sono rimasti feriti. Uno si trova al momento in ospedale, dopo il lancio di petardi, bombe carta, fumogeni e perfino monopattini nel centro storico. Come già successo a Napoli venerdì, la rivolta contro le nuove misure preventivate dal governo per arginare la rapida escalation dei contagi si è trasformata da pacifico e giustificato dissenso a insensata violenza criminale.

Scontri a Roma, 10 arresti

In piazza del Popolo, nella capitale, la polizia ha dovuto caricare gli estremisti, spingendo il corteo verso il lungotevere e piazzale Flaminio. Allo scoccare della mezzanotte, infatti, i protestanti hanno bersagliato gli agenti con petardi, bombe carta, fumogeni, oggetti vari. Fortunatamente, gli agenti sono riusciti a sedare la violenta rivolta nel corso della notte, ripristinando la normalità in città. Stando a quanto riporta poi Adnkronos, la polizia ha fermato e portato in Questura almeno 10 facinorosi, tutti italiani e tutti ultras.

Come sottolinea RomaToday, l’adunata dell’ultradestra di Forza Nuova lanciata sui social network è risultata un flop per gli organizzatori, che attendevano molte più persone. Ciò non cancella però la gravità dei fatti della scorsa notte.

Economia in ginocchio per colpa del Covid

La pandemia del coronavirus ha messo in ginocchio le economie di diversi Stati occidentali, e l’Italia non è di certo esente. Molti lavoratori onesti sono stati duramente colpiti dalle misure attuate fin qui dal governo per tentare di ridurre i contagi, che ormai sfiorano quota 20mila ogni giorno.

Il virus ha ricominciato a correre rapidamente e pericolosamente. Anche a causa di scene di indifferenza e menefreghismo come quelle viste a Cervinia nel weekend o in Sardegna quest’estate, dove migliaia di persone si sono assembrate, in barba ad ogni regola, dimenticando lo strazio del lockdown, i morti sui camion a Bergamo, l’eroico sacrificio di medici e infermieri in questi mesi tremendi. Davanti a queste immagini, sembrano aver sortito poco effetto gli appelli ad una responsabilità collettiva di politici, artisti e scienziati nelle scorse settimane.

Assembramenti a Cervinia

Una protesta democratica e pacifica: #BauliInPiazza

L’esasperazione comprensibile di diversi settori del mondo del lavoro, tuttavia, è stata espressa in alcuni casi in maniera democratica e legittima. E nel rispetto delle regole anticontagio. Come la manifestazione #BauliInPiazza davanti al Duomo di Milano dei lavoratori dello spettacolo. Quanto successo nelle ultime ore a Napoli e a Roma, invece, è tutt’altra faccenda.

La pacifica protesta dei lavoratori dello spettacolo #Bauliinpiazza

I volti oscuri dell’Italia: criminalità e fascismo

A Napoli, titola Il Mattino, hanno sfilato accanto ai commercianti “Hooligans, camorristi e neofascisti, che davanti al palazzo della Regione hanno scatenato la loro furia.

Il leader di Forza Nuova Roberto Fiore aveva twittato poche ore prima: “Mentre Mattarella riunisce il consiglio di guerra, FN è pronta a scendere in piazza al fianco del popolo di Napoli, con il vigore tipico della nostra gente”. Un appello alla rivolta rimbalzato sui social anche per il raduno romano. I due cortei hanno mostrato i volti più oscuri dell’Italia: la criminalità organizzata e la nostalgia dell’unica vera dittatura: quella di Benito Mussolini.

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