paola e claudio regeni

Una storia sbagliata quella di Giulio Regeni, il ricercatore friulano torturato e ucciso al Cairo nel 2016. L’ultimo affondo è arrivato dalla Procura egiziana, che lo scorso 30 dicembre ha smontato le indagini per la morte di Regeni, avvenuta ad opera di alcuni agenti della National Security, agenzia di sicurezza interna egiziana.

Parole arrivate dopo la chiusura delle investigazioni della Procura di Roma, che rimanda a processo 4 uomini accusati dell’omicidio brutale del ricercatore. I genitori, Paola e Claudio Regeni, la notte di San Salvestro, hanno dichiarato che presenteranno un esposto contro il governo italiano per la vendita di armi all’Egitto.

I genitori di Regeni denunciano la vendita di armi all’Egitto

Ospiti di Propaganda Live su La7, Paola e Claudio Regeni hanno fatto un annuncio importante. “Assieme alla nostra legale abbiamo predisposto un esposto contro il governo italiano per violazione della legge 185/90 che vieta l’esportazione di armi verso Paesi i cui governi sono corresponsabili di gran violazioni dei diritti umani, accertati da competenti organi dell’Unione Europea, dell’Onu e del Consiglio d’Europa. Il governo egiziano rientra certamente tra quelli che si sono macchiati di gravi violazioni dei diritti umani“.

L’ultimo episodio, segnalato dalla Rete Italiana Pace e Disarmo, è avvenuto solo pochi giorni fa, con la vendita della prima di 2 fregate Fremm dalla Marina Militare italiana all’Egitto. Tra Roma e Il Cairo sarebbe in ballo un accorto da 10 miliardi di euro per la vendita di armi prodotte da Fincantieri.

Depistaggi sull’omicidio Regeni uno “schiaffo all’Italia”

Paola e Claudio Regeni hanno, nel corso della trasmissione, commentato le altre novità sull’omicidio del figlio. La loro continua a essere una “lotta a distanza.

A distanza dai Palazzi, a distanza da Roma, dalle manovre“. È tanta la preoccupazione per i collaboratori al Cairo e per i tanti Giuli e Giulie d’Egitto” che ogni giorno diventano desaparecidos, presi nella rete dei servizi del regime di Al Sisi.

A Giulio, come a loro, è stato fatto “tutto il male del mondo“, come emerso dalle indagini della Procura di Roma. “Quest’anno abbiamo subito ulteriori depistaggi, dilazioni“, dichiara Paola Regeni. “Hanno continuato a gettare fango“, è il commento al comunicato della Procura egiziana. “Confermano ancora una volta l’atteggiamento consueto che abbiamo conosciuto bene durante gli ultimi 5 anni.

Dimostra chiaramente l’arroganza e l’impunità di cui sentono di godere, scaricando le loro responsabilità su persone innocenti“, continua Paolo Regeni.

Il padre di Giulio spiega che le dichiarazioni sono state fatte da un procuratore capo che è un generale nominato da Al Sisi: “Uno schiaffo non soltanto a noi e alla Procura italiana, ma all’Italia intera. L’atteggiamento arrogante degli italiani è favorito dall’accondiscendenza del governo italiano, troppo remissivo, troppo debole“. Paolo Regeni condanna le parole di cui molti politici si sono fatti portatori, senza che ne seguissero azioni concrete, come il richiamo dell’ambasciatore italiano al Cairo.

I Verdi si associano all’iniziativa della famiglia Regeni

A sostenere la denuncia presentata dai genitori di Giulio sono I Verdi, che hanno annunciato presenteranno un esposto in Procura. La denuncia sarà “a carico del Premier Conte e del Ministro degli Esteri Di Maio per il mancato rispetto proprio dell’articolo 1 della legge 185/90“.

Il partito verde europeo chiede inoltre al ministro Di Maio “di sospendere e revocare ogni fornitura di armi nei confronti dell’Egitto“.

Fico: “L’Italia non si volterà dall’altra parte”

A commentare la decisione della famiglia di Giulio Regeni anche il presidente della Camera Roberto Fico, che già in passato ha chiesto la chiusura delle relazioni diplomatiche.

A La Stampa ha dichiarato: “Quella delle fregate vendute all’Egitto è un’immagine che non avremmo voluto vedere. Paola e Claudio Regeni sono due genitori, e soprattutto due cittadini italiani che combattono perché venga fatta verità e giustizia“.

Fico ha continuato spiegando che il loro gesto spinge a una riflessione dello Stato sulle norme vigenti, arrivato a poche ore “dall’ennesimo schiaffo dell’Egitto al nostro Paese (…) L’Egitto deve sapere che l”Italia non si volterà dall’altra parte e continuerà a pretendere verità e giustizia per Giulio Regeni“.

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