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Negli ultimi mesi, il Governo ha elaborato una serie di misure volte al sostegno economico dei cittadini, introducendo aiuti di vario tipo. Uno fra i bonus maggiormente discussi è stato, senza dubbio, quello destinato all’acquisto di biciclette e monopattini. Nel corso del 2020, inoltre, sono stati pensati ulteriori sostegni per le spese delle famiglie, quali, ad esempio, il Bonus Pc e Internet e il Bonus Baby Sitter. Prima dell’inizio del 2021, il Senato ha approvato la Legge di Bilancio, destinando 40 miliardi di euro al finanziamento di aiuti e bonus, riguardanti molteplici ambiti, dall’acquisto di occhiali da vista ai sostegni per i nuovi nati.

All’interno della lunga lista di rimborsi e detrazioni, è presente anche il Bonus Mobili e Elettrodomestici, utile a sostenere gli acquisti per le case degli italiani. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e come accedere a quest’interessante agevolazione.

Che cos’è il Bonus Mobili e Elettrodomestici

Prima di conoscere i dettagli di questo bonus, è utile vederne la definizione. Il Bonus Mobili e Elettrodomestici è una detrazione Irpef, pensata per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore all’A+ (A o superiore per i forni e le lavasciuga), destinati alla collocazione all’interno di un immobile ristrutturato.

Come è noto, tale tipologia di agevolazione non è nuova. Già negli anni passati, infatti, gli italiani potevano godere di un bonus calcolabile su un importo massimo di 10mila euro di spesa. Per quanto riguarda il 2021, tuttavia, il tetto di spesa si eleva a 16mila euro.

La detrazione, inoltre, avrà un valore del 50% della spesa sostenuta per l’acquisto di mobili e elettrodomestici e riguarderà gli acquisti sostenuti fino al 31 dicembre 2021.

Chi può accedere al bonus

Come ricorda l’Agenzia delle Entrate, il bonus è destinato a chiunque abbia intrapreso lavori di ristrutturazione edilizia, per almeno un immobile di proprietà.

Per essere considerati validi, gli interventi devono essere iniziati in un momento successivo alla data del 1° gennaio 2020 e l’acquisto di mobili e elettrodomestici non deve essere stato effettuato prima dell’inizio dei lavori.

I proprietari di più immobili, che decido di effettuare lavori di ristrutturazione su molteplici proprietà, potranno usufruire del beneficio più volte. Il bonus è, infatti, relativo a ciascuna abitazione. Anche il tetto massimo di spesa va calcolato su ogni immobile.

Fra i lavori di ristrutturazione che permettono di accedere al Bonus Mobili, ricordiamo: opere di manutenzione straordinaria, restauro e conservazione di singoli appartamenti o di interi fabbricati; risanamenti di edifici danneggiati da eventi calamitosi; manutenzione ordinaria unicamente per condomini e non per appartamenti privati.

In conclusione, quindi, il Bonus Mobili ed Elettrodomestici è strettamente connesso al Bonus Ristrutturazione, previsto fra i rimborsi per il 2021.

Gli acquisti previsti dal bonus

Stabilito chi può usufruire del bonus, vediamo quali beni potranno essere soggetti al rimborso del 50% della spesa.

È innanzitutto fondamentale sottolineare che il bonus sostiene l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici nuovi. Non sono coperti, quindi, gli acquisti di “seconda mano” o spese di manutenzione e ristrutturazione di antichi pezzi d’arredo.

Per quanto riguarda i mobili, via libera all’acquisto, tra gli altri, di: letti, divani, cassettiere, armadi, librerie, credenze, poltrone, sedie, tavoli, scrivanie, comodini, materassi e strumenti di illuminazione necessari all’arredo degli interni. Non saranno, invece, considerati rimborsabili tende, tendaggi, pavimentazioni o porte.

I grandi elettrodomestici previsti dal bonus devono, invece, recare l’etichetta di classe energetica A+ o superiore (A o superiore per i forni). Solo i prodotti per i quali non è ancora previsto l’obbligo di applicazione dell’etichetta energetica, saranno considerati agevolabili. Potranno accedere al bonus gli acquirenti di prodotti come: lavatrici, asciugatrici e lavasciuga, forni, forni a microonde e piastre riscaldanti, frigoriferi o congelatori, apparecchi per il riscaldamento o per il condizionamento, stufette elettriche, ventilatori, radiatori.

È importante ricordare che, il rimborso può essere esteso anche alle spese di trasporto e montaggi di mobili e elettrodomestici. I beni acquistati usufruendo del bonus non devono obbligatoriamente essere collocati all’interno dell’immobile ristrutturato.

Infine, anche i condòmini coinvolti in spese di ristrutturazione previste per le parti comuni dell’edificio in cui risiedono, hanno diritto al Bonus Mobili e Elettrodomestici. Tuttavia, la detrazione può essere applicata unicamente all’acquisto di mobili ed elettrodomestici da collocare in parti comuni o nell’alloggio di portineria.

Come accedere alla detrazione

Non tutte le tipologie di pagamento permettono di accedere al bonus. Assegni bancari, contanti e altri metodi di pagamento non sono, infatti, considerati validi. I pagamenti effettuati con carta di credito o di debito e bonifico consentono, invece, l’accesso alla detrazione. Nel caso di pagamenti effettuati con bonifico bancario o postale, non è richiesto lo specifico utilizzo dei bonifici predisposti da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia.

Tali metodologie di pagamento valgono, ovviamente, anche per il rimborso delle spese di trasporto e montaggio dei beni acquistati. La detrazione si estende anche ai pagamenti effettuati a rate.

Per beneficiare del bonus, è necessario inserire le spese sostenute all’interno della dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico). La detrazione viene riconosciuta come rimborso fiscale IRPEF. Infine, è necessario trasmettere la comunicazione ENEA per l’acquisto di elettrodomestici.

I documenti da conservare per richiedere il bonus

In conclusione, ricordiamo quali documenti i cittadini devono conservare, per poter usufruire del Bonus Mobili e Elettrodomestici.

È, innanzitutto, necessario conservare le ricevute dei bonifici o le ricevute di avvenuta transizione, per gli acquisti con carta di credito o di debito.

Chi effettua acquisti rimborsabili deve, infine, tenere con sé la documentazione di addebito sul conto corrente e le fatture di acquisto dei beni. Queste ultime devono riportare la natura, la qualità e la quantità dei beni acquistati.