Luigi Di Maio, Alfonso Bonafede e Giuseppe Conte in Senato

A quasi una settimana dal voto in Senato, la crisi di governo non accenna ad arginarsi anzi, più si va avanti con i giorni e più per Conte si fa difficile trovare i costruttori. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro per gli Affari Regionali Boccia che ha definito il Presidente Consiglio il punto di equilibrio in questa situazione delicata e in questa maggiornaza.

Boccia, però, non esclude il rischio del voto. A lui si è associato anche il ministro degli Esteri Di Maio che ha parlato di pochi giorni per trovare una maggioranza. Cruciale sarà il giorno in cui il ministro della Giustizia e Guardasigilli Bonafede presenterà la sua relazione annuale alle camere.

Di Maio non esclude il voto

Ospite della trasmissione Mezz’ora in più, Di Maio senza troppi giri di parole ha detto: “Non ce la facciamo in due settimane, qui abbiamo 48 ore”, “Se delle forze politiche si vogliono avvicinare ben venga, altrimenti si scivola verso il voto”. Il ministro degli Esteri però ha voluto rimarcare la pericolosità del voto, perché in ballo c’è il Ricovery Fund, le vaccinazioni e la ripartenza economica dell’Italia.

Se non ci sono i voti adesso non ci sono neanche per il Conte Ter”. Di Maio ha anche aggiunto che andare alle elezioni, implicherebbe la presenza di un governo che si occuperebbe solo di normale amministrazione e che non avrebbe gli strumenti adatti a fare i ricorsi e a puntare i piedi in Europa per risolvere la questione del ritardo dei vaccini.

Boccia e Renzi: il confronto c’è sempre stato

Sabato, il ministro per gli Affari Regionali Boccia ospite a l’Agenda su SkyTg24 ha ripercorso questi giorni difficili, specificando alcuni punti soprattutto in merito al rapporto con Matteo Renzi e Italia Viva. “Noi ci siamo sempre stati, Renzi lo sa. Possiamo confrontarci in qualsiasi momento, il problema è non farlo con un ricatto, questo non è accettabile”.

Boccia ha ribadito di come è sempre possibile trovare una soluzione, “Siamo in Parlamento, che è una casa di vetro” aggiungendo che il dialogo sarebbe possibile ma Italia Viva dovrebbe fare un passo indietro facendo una rivalutazione politica. La democrazia parlamentare comunque è sopra ogni cosa: “Questa è una crisi che solo il Parlamento può risolvere, con grande trasparenza le forze politiche si diranno quello che devono dire”.

Il ministro ha escluso ogni collaborazione con le destre: “Un governo con i sovranità non potremo mai fare”, ma non esclude una collaborazione con Forza Italia, affermando che “È diverso, ma la domanda va fatta a loro”.

La relazione di Bonafede

Cruciale saranno le giornate di mercoledì o giovedì, in uno dei due giorni infatti il ministro della Giustizia Bonafede presenterà alle Camere la relazione annuale sulla Giustizia. Un intervento che sarà soggetto a valutazione da parte di Camera e Senato che porterà il Governo alla sbarra per la prima volta dopo il voto di fiducia. Il voto, solitamente, riguarda le risoluzioni presentate dal ministro non sulla relazione in sé ma sarà comunque un momento cruciale in quanto, se non dovesse essere approvata, ci saranno conseguenze gravi.

La più importante prevederebbe le dimissioni del ministro e una nuova messa in discussione del Governo, ancora in cerca di voti e stabilità. Importante qui sarà il ruolo che giocherà Italia Viva, che ha già annunciato che voteranno no. A SkyTg24, il Senatore Nencini ha ribadito che ha già chiesto più volte la relazione a Bonafede ma che lui ancora non gliel’ha mandata. Inoltre, lo scorso maggio, lui aveva votato no alla fiducia al ministro e che gli pare difficile cambiare idea a riguardo.

La questione della prescrizione

Il voto di mercoledì o giovedì che sia è un voto sul governo” ha ribadito Di Maio a Mezz’ora in più, spiegando che il punto cruciale del voto è l’abolizione della prescrizione: “Un tema strisciante è la prescrizione, in questo Paese chi perde tempo col processo la fa franca, lo abbiamo visto con Viareggio (…) Noi da gennaio abbiamo abolito la prescrizione(…) ora, è strisciante questa cosa, se Bonafede la rimette noi votiamo la relazione” ha detto, ribadendo che il Movimento non intende scendere a compromessi.

Per quanto ci riguarda la prescrizione è un tema di giustizia sociale”.

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