alfonso bonafede e giuseppe conte

Alla luce delle dimissioni di Giuseppe Conte, rassegnate questa mattina a Mattarella dopo essere salito al Colle e aver annunciato le sue intenzioni nel corso dell’ultimo Consiglio dei Ministri di questa mattina, in molti si stanno domandando il perché e soprattutto, perché in questo momento.

Non è infatti un caso che le dimissioni di Conte arrivino oggi, un giorno prima dell’attesa relazione del ministro della Giustizia Bonafede.

Che cos’è la relazione di Bonafede

C’è un motivo se Giuseppe Conte, dopo aver superato la settimana scorsa la prova di fiducia sia alla Camera sia al Senato, ha deciso di salire al Colle per rassegnare le proprie dimissioni nelle mani di Sergio Mattarella.

Le dimissioni di Conte arrivano infatti ad un giorno di distanza da un importante impegno nell’agenda del Governo: la relazione del Guardasigilli sul suo Ministero. Il report annuale in tema di giustizia che avrebbe nuovamente, con tutta probabilità, fatto nuovamente saltare la maggioranza.

Conte si dimette: cosa succede ora tra ipotesi sul voto e un Conte Ter

Il voto contrario di Italia Viva, un pericolo per la maggioranza

Già note infatti le intenzioni di Italia Viva, che fa capo al suo leader Matteo Renzi, di votare in maniera sfavorevole, mettendo nuovamente in stallo l’esecutivo.

Quello che si poteva presumere infatti era una nuova frattura all’interno delle aule parlamentari con una pesante bocciatura del ministro Bonafede, in particolar modo al Senato, che avrebbe di fatto messo di nuovo in pericolo la maggioranza con sicuro voto contro di Italia Viva nonostante la relazione, come aveva sottolineato Conte la settimana scorsa, fosse stata fatta insieme a Italia Viva nel corso dell’ultimo anno. Insieme al “perché le dimissioni ora?”, la seconda domanda che si stanno ponendo gli italiani è “cosa succede ora?”.

Cosa succede ora alla relazione di Bonafede

Per quanto riguarda che fine farà ora la relazione di Bonafede, con tutta probabilità verrà inviata alle Camere senza però essere sottoposta ad un voto, come sarebbe invece accaduto se Conte non si fosse dimesso, e senza essere contestualizzata all’interno di una pubblica discussione. Mattarella ha infatti incitato l’attuale esecutivo, in attesa delle consultazioni che avranno luogo da domani, a continuare a lavorare agli affari correnti tralasciando invece le attività parlamentari.

Proprio Di Maio, parlando della relazione di Bonafede qualche giorno fa, l’aveva individuata come “un voto su tutto il governo“, e alla luce di quale sarebbe potuto essere il voto si comprendono ancor meglio le “strategiche” le dimissioni di Conte che, in questo modo, riuscirebbe a mantener viva la possibilità di riottenere l’incarico in vista di un plausibile nuovo esecutivo.

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