Andrea Bocelli a Verissimo

A Verissimo Andrea Bocelli si racconta in una lunga intervista a Silvia Toffanin, ripercorrendo le principali tappe della sua vita e della sua carriera. Dagli esordi nella musica alla nascita della sua Fondazione, sino all’emergenza sanitaria e al grande amore per i suoi figli. Proprio parlando di loro, il tenore svela i preziosi insegnamenti che ha cercato di trasmettergli.

Andrea Bocelli a Verissimo

Andrea Bocelli è uno degli ospiti del nuovo appuntamento con Verissimo, in onda quest’oggi su Canale5. Il tenore si racconta tra carriera e vita privata, ripercorrendo le tappe più importanti della sua esperienza di vita e al servizio della lirica.

Il cantante la scorsa estate ha fatto parecchio parlare di sé. Contagiato dal Covid-19 in primavera, Bocelli pochi mesi dopo aveva esternato alcune affermazioni, giudicate ‘negazioniste’, che minimizzavano la pandemia in corso e la conseguente quarantena cui l’intero Paese è stato sottoposto. Resosi conto del peso delle sue parole, ha fatto poi marcia indietro chiedendo scusa e affermando di non essere negazionista.

La difficile estate di Andrea Bocelli è stata segnata anche dalla triste scomparsa della sua cagnolina Pallina, dispersa in mare durante una vacanza a Golfo Aranci.

È di pochissimi giorni fa la notizia che la procura di Tempio Pausania ha aperto un’indagine a carico di ignoti per la morte della cagnolina.

Il successo è un incidente di percorso

In video-collegamento con il salotto di Verissimo, Andrea Bocelli ripercorre le tappe del suo trionfo nel mondo della musica, dagli esordi a Sanremo. Parlando proprio del successo, il tenore lo considera un’arma a doppio taglio: “Il successo è un incidente di percorso, perché fondamentalmente ti toglie l’elemento più importante della vita: la privacy, la libertà di essere quello che vuoi essere senza per forza essere al centro dell’attenzione.

Per contro, il successo ti apre tante porte e soprattutto quando il successo è sano, ti dà l’affetto della gente“.

L’impegno di Andrea Bocelli spazia attraverso diversi campi, compreso il sociale. Nel 2011 ha dato vita, assieme alla moglie Veronica, alla Andrea Bocelli Foundation, volta a promuovere progetti e donazioni per i territori in difficoltà. Il tenore spiega: “Una decina di anni fa ho capito che tanti problemi non erano più solo sulle pagine dei giornali, dietro lo schermo della tv, ma cominciavano a bussare alle nostre porte.

Allora ho pensato che fosse il momento di creare qualcosa di concreto. La Fondazione era lo strumento perfetto così come si è rivelato, perché abbiamo cominciato ad Haiti, luogo funestato dagli eventi, e poi ci siamo occupati anche del nostro territorio“.

Gli insegnamenti ai figli

A colorare la vita del cantante lirico sono i suoi tre figli: Matteo, Virginia e Amos. Anch’essi hanno saputo fare della musica un dono, ereditando da papà Andrea l’amore e la passione per la musica. Bocelli rivela quale sia il suo rapporto con loro e che tipo di padre voglia essere: “Sono molto apprensivo, però siccome sono un grande assertore della libertà, cerco di crescere i miei figli in modo che diventino individui liberi, capaci di fare le loro scelte senza essere influenzati né dalle mode né dal pensiero degli altri: essere mentalmente indipendenti.

Questo comporta anche la capacità di lasciarli sbagliare. Sbagliare è importante, se non si sbaglia non si impara e non si cresce“.

In conclusione di intervista una clip ripropone l’esibizione al pianoforte di Bocelli in una piazza Duomo deserta, nel corso del lock-down della scorsa primavera. La pandemia ha messo in ginocchio il mondo intero e, a risultare contagiato, è stato anche lo stesso tenore: “Sono stato tra i primi a fare questa esperienza, fortunatamente senza conseguenze per me e per la mia famiglia.

Le notizie che arrivavano dai mass media erano così tristi e preoccupanti che lo stato d’animo era di frustrazione“.

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