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Mario Draghi, attacco duro alle case farmaceutiche: “I cittadini si sentono ingannati”, le dosi devono rimanere in Europa

Mario draghi ha partecipato al Consiglio Europeo e, con toni severi e accuse dirette, ha preteso risposte rispetto alla destinazione del vaccino prodotto in Europa
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Nonostante la lontananza e la presenza solo sotto forma digitale (ha partecipato tramite call), Mario Draghi si è fatto sentire in modo forte e chiaro al Consiglio Europeo che si è tenuto ieri e continuerà nella giornata di oggi.

Mario Draghi: “I cittadini europei hanno la sensazione di essere stati ingannati”

Il presidente del Consiglio Italiano ha evidenziato la necessità di battersi, come Unione Europea, con il pugno duro affinché i cittadini possano riacquistare fiducia nella campagna vaccinale dopo i fatti che hanno sconvolto l’Europa nei giorni scorsi.

La vicenda AstraZeneca ed il ritrovamento di decine di milioni di dosi nello stabilimento italiano di Anagni hanno sconvolto le autorità italiane ed europee: queste dosi, che sono sembrate di primo acchito figlie di nessuno, ora dovranno essere destinate. E Mario Draghi non ha dubbi su cosa pretendere: le dosi devono rimanere in Europa.

Mario Draghi, AstraZeneca sotto accusa

Il Presidente del Consiglio sembra essere ritornato al periodo e ai toni del wathever it takes, riconfermandosi un politico adatto ai tempi di crisi.

Così, nel suo intervento al Consiglio Europeo, ha dichiarato: “I cittadini europei hanno la sensazione di essere stati ingannati da alcune case farmaceutiche, penso soprattutto ad AstraZeneca”.

Von Der Leyen: dosi europee rimangono in Europa

Dopodiché, il Premier italiano si è riferito direttamente alla Presidente di Commissione Ursula Von Der Leyen, per chiarire il punto cruciale della vicenda AstraZeneca: dove finiranno le dosi del vaccino ritrovate? “Ritiene giusto che le dosi localizzate in Belgio e in Olanda restino destinate all’Unione europea, in tutto o in parte?”, ha quindi chiesto.

A domanda diretta e ferma, ferma risposta è giunta da Von Der Leyen: le dosi rimangono in Europa. D’Altronde, le modifiche alla normativa europea attuate ultimamente parlavano chiaro in merito. Per quanto riguarda quelle prodotte all’estero, invece, il discorso cambia, e cambiano le modalità d’accordo,

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