Francesca Fantoni. l'uomo accusato ritratta la confessione

Non l’ho uccisa io“: queste le parole che Andrea Pavarini, a processo per l’omicidio di Francesca Fantoni – trovata senza vita in un parco di Bedizzole (Brescia) il 27 gennaio 2020 – avrebbe pronunciato in aula ritrattando la confessione resa pochi giorni dopo il delitto.

Processo per l’omicidio di Francesca Fantoni: l’imputato ritratta la confessione

Il processo per la morte di Francesca Fantoni, 39enne stuprata e uccisa nel gennaio 2020 a Bedizzole, il corpo martoriato ritrovato in un parco, vede imputato il 32enne Andrea Pavarini, accusato dell’omicidio della donna.

Dopo la confessione fatta a margine dell’arresto, il 29 gennaio dello scorso anno, poche ore fa, davanti alla Corte d’Assise di Brescia, nel corso della nuova udienza a suo carico, l’uomo avrebbe ritrattato.

Lo riporta Il Giornale di Brescia, secondo cui appena 2 mesi fa lo stesso avrebbe confermato di essere il responsabile dell’efferato delitto.

Omicidio Fantoni, per l’accusa Pavarini capace di intendere e volere

Una ritrattazione che non cambierebbe il profilo delineato dallo psichiatra consulente tecnico dell’accusa, per cui Pavarini sarebbe stato capace di intendere e volere quando avrebbe picchiato, violentato e ucciso la donna.

La difesa punterebbe invece a dimostrare che “qualche problema però nella mente dell’imputato c’è e c’era al momento del fatto“. L’imputato aveva inizialmente ammesso la propria responsabilità, riporta Il Giorno, negando l’ipotesi del movente sessuale dietro l’omicidio.

Stando a quanto emerso dall’autopsia, Francesca Fantoni avrebbe subito percosse e violenza sessuale prima di essere strangolata e abbandonata nel parco di Bedizzole.

L’inversione di rotta dell’uomo sarebbe quindi arrivata dopo la confessione resa in sede di udienza preliminare. Secondo la ricostruzione emersa dopo il ritrovamento del corpo della 39enne, Francesca Fantoni, il cerchio delle indagini si sarebbe stretto da subito intorno a Pavarini, destinatario, 2 giorni dopo la scoperta del cadavere da parte dei carabinieri, di un decreto di fermo di indiziato di delitto.

Poi l’arresto, ora il processo e la notizia della ritrattazione.