Giuseppe Conte discorso

Lo confesso: quando Giuseppe Conte era Primo Ministro, la mia vita da editorialista era più semplice. Con la sua mania di protagonismo e la sua anti leadership (me lo immagino, Mario Draghi a far le dirette su Facebook ogni ventidue minuti o i banchetti in stile fruttivendolo davanti a Palazzo Chigi, con Casalino) mi forniva moltissimi spunti eccellenti. I suoi discorsi da grande condottiero aleggiano ancora nell’aria: non abbiate paura, diceva! Non cadremo nel baratro, diceva! Il governo non trama nell’ombra, diceva! Azzeccando sempre tutti i congiuntivi, va detto (cosa che a Di Maio non è mai riuscita), riuscendo sempre a farsi capire (cosa che ad Azzolina non è mai riuscita) e senza fare gaffe da bambino di terza elementare (cosa che a Toninelli è invece spesso riuscita benissimo).

Mi mancava, quindi, e lo dichiaro apertamente, senza pudore: fra lui e i tre politici poco sopra citati ho avuto a disposizione così tante castronerie che mi ci vorranno almeno 10 anni per raccoglierne altrettante e di altrettanto (dis)valore. Mi mancava, ed è tornato. Con una dichiarazione talmente fumosa e priva di qualsiasi contenuto degno di questo nome che, a un minimo sguardo, dovrebbe fare accapponare la pelle a qualsiasi cittadino ed elettore e, invece, miete pure qualche applauso.

Giuseppe Conte, il grande ritorno

La sua dichiarazione, eccola qui: «Il Movimento 5 Stelle sta completando un processo di profonda maturazione collettiva al fine di presentare al Paese una proposta politica fortemente innovatrice, mirata a realizzare una società più equa e solidale, che consenta il pieno sviluppo della personalità di ognuno e garantisca migliori opportunità di vita a tutti. Una società «a misura d’uomo», integralmente ecologica, in grado di garantire condizioni effettive di benessere equo e sostenibile a tutti i suoi membri»

Il vuoto assoluto

Al di là di Conte, quello che conta sottolineare, visto che qui ci occupiamo di parole, è che spesso le parole sono usate per sviare l’attenzione, per dire e non dire, per fare proclama che poi non si traducono in nulla di concreto.

Il che, in alcuni contesti può andare anche bene, ci mancherebbe: purché si sia liberi di capire quello che sta succedendo e si sia liberi, se lo desideriamo, di chiedere e pretendere maggiori informazioni.

I fatti: la dichiarazione di Conte segue quella di Di Maio che, utilizzando un italiano comprensibile e azzeccando più volte la consecutio temporum, si scusa con uno dei tanti politici sui quali il Movimento 5 Stelle ha riversato fango, salvo poi scoprire, dopo anni di gogna per il poveretto che ne ha avuto la vita rovinata, che tutto quel di cui veniva accusato il poveretto medesimo non era vero.

Toninelli, recente autore di un libro che ha uno dei titoli più brutti della storia (“non mollare mai”) dice invece che non si scusa (!) e Conte, appunto, interviene con un lungo messaggio pubblicato su Facebook (!).

Cosa nascondono le dichiarazioni di Giuseppe Conte

Divertiamoci quindi a scoprire che cosa potrebbe nascondere la dichiarazione di Conte.

Leggendo “profonda maturazione collettiva”, ad esempio, vien da chiedersi: che cosa vuol dire “profonda”? E che cosa vuol dire “maturazione”? Maturazione può voler dire tante cose: Di Maio imparerà a utilizzare i congiuntivi in modo appropriato? Toninelli studierà geografia e scoprirà i misteri del tunnel del Brennero? Grillo definirà finalmente quali sono secondo lui i termini entro i quali una ragazza può denunciare il proprio stupro? Chissà.

E poi, “collettiva”? Nel senso di tutti? Perché in tal caso, viste per esempio le divisioni create dalle dichiarazioni di Beppe Grillo e quelle più recenti, appunto, di Di Maio, allora dobbiamo considerare “collettiva” collegata a “sta completando”: in un movimento in cui, ad oggi, ognuno dice ancora la sua e le estemporanee uscite dell’uno o dell’altro dividono le opinioni, pare che questo “sta completando” andrebbe specificato meglio: quanti anni sono previsti per il completamento?

Una proposta fortemente innovatrice

Poi, scorrendo la dichiarazione, si legge che il Movimento vuole presentare una proposta fortemente innovatrice, mirata a realizzare una società più equa e solidale, che consenta il pieno sviluppo della personalità di ognuno e garantisca migliori opportunità di vita a tutti.” Che è una bella dichiarazione, non c’è che dire. Ma che cosa vuol significa? Innovatrice in che senso? Più equa in che senso? Pieno sviluppo della personalità di ognuno, in che senso? Migliori opportunità di vita, in che senso? A tutti… tutti chi? Sono parole che andrebbero riempite, argomentate, spiegate, a meno che siano state utilizzate (a pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende) proprio per fare un po’ di scena senza voler dire, effettivamente, nulla.

Tra l’altro, giusto per sfizio, potremmo divertirci considerando le implicazioni di queste frasi. Se il Movimento vuole, dice Conte, realizzare una proposta fortemente innovatrice, il sospetto che viene è che quelle di prima non lo fossero, o che lui non crede che lo fossero. Innovare vuol dire “mettere elementi di novità”. Scrivere: “proposta ulteriormente innovatrice” avrebbe significato: “quella di prima era innovatrice, questa lo è ancora di più”. Scrivere solo “fortemente innovatrice” vuol dire che serve un forte elemento di novità.

I politici dovrebbero dire qualcosa che la gente possa capire

E, caro lettore, quand’è che serve un forte elemento di novità? Quando quello che è stato fatto prima non è andato bene. Visto che poi si parla di “solidarietà” e di “migliori opportunità” e visto che il Movimento ha battagliato per anni contro il doppio triplo quadruplo mandato e poi ha applicato il doppio triplo quadruplo mandato, visto che il Movimento ha fatto il diavolo a quattro per il Reddito di Cittadinanza, visto che il Movimento ha insistito per i tagli allo spreco di orpelli della vecchia guardia come le auto blu salvo poi utilizzarle esattamente come è sempre stato fatto, che cosa significa “fortemente innovativa”, Conte?

Volendo salvare quel che prima è stato fatto, sarebbe stato più opportuno “ulteriormente innovativa”, non crede? Potremmo andare avanti per ore: società a misura d’uomo, cosa significa? Integralmente ecologica, che cosa vuol dire? Nessuno in auto blu e tutti in monopattino? Ci siamo capiti.

La stessa cosa, s’intende, vale per qualsiasi altro esponente politico di qualsiasi altro partito, prima che mi si dica che ho preferenze di sorta: il concetto è che, secondo la mia opinione, in un momento storico di così grande incertezza, i virologi dovrebbero mettersi d’accordo per dire tutti la stessa cosa o almeno per qualcosa di simile (ma la polemica rende di più, ovviamente: la presenza ai talk show viene lautamente pagata) e i politici dovrebbero fare lo sforzo, almeno oggi, di dire qualcosa che la gente possa capire davvero.