Saman: la denuncia contro i genitori

Saman aveva deciso di sporgere denuncia contro i genitori prima della sua scomparsa: questo emergerebbe nell’ambito dell’inchiesta sul presunto omicidio aperta dalla Procura di Reggio Emilia. La ragazza, pochi giorni prima di sparire nel nulla a Novellara, avrebbe fatto alcune dichiarazioni allarmanti.

Saman Abbas, l’ombra di una denuncia contro i genitori prima di sparire

Sono intenzionata a presentare denuncia contro i miei genitori perché trattengono i miei documenti e non me li hanno voluti consegnare nemmeno davanti a voi“: con queste parole, il 22 aprile scorso, pochi giorni prima di sparire a Novellara (Reggio Emilia), Saman Abbas avrebbe manifestato la sua volontà di denunciare il padre e la madre – attualmente ricercati nell’ambito dell’inchiesta per omicidio aperta dalla Procura – perché le sarebbe stato impedito di riavere i suoi documenti.

Un fatto che sarebbe accaduto nei 7 giorni precedenti alla scomparsa e che Quarto Grado ha descritto nella puntata di ieri, riportando le parole della 18enne. “In comunità mi sentivo come reclusa, non potevo condurre una vita normale e non potevo lavorare. E allora sono tornata a casa per recuperare i miei documenti“. Secondo il racconto finora emerso, i genitori si sarebbero rifiutati di consegnarglieli: “Erano chiusi a chiave, nell’armadio di mio padre…“.

Saman Abbas scomparsa: il punto sulle ricerche a Novellara

Da oltre 50 giorni, di Saman Abbas non c’è traccia. Le ricerche del corpo della 18enne proseguono senza sosta, con uomini, mezzi e cani speciali per il ritrovamento di resti umani che si alternano sul campo. Gli inquirenti percorrono la pista dell’omicidio da settimane, e le attività di ispezione a caccia di elementi riconducibili al luogo in cui potrebbe essere stato occultato il cadavere si sarebbero concentrate nell’area intorno all’abitazione della famiglia Abbas, tra i campi di Novellara.

Da qualche ora, l’attenzione convergerebbe su una ventina di punti evidenziati grazie all’uso di uno strumento per la rilevazione di anomalie nel terreno, l’ettromagnetometro, e dall’unità cinofila specializzata nell’individuazione di cadaveri e tracce ematiche arrivata dalla Svizzera. L’ipotesi di omicidio si sarebbe irrobustita in modo sensibile nel corso delle indagini, complici le dichiarazioni del fratello minore della ragazza secondo cui sarebbe stata uccisa, strangolata da uno zio attualmente indagato e ricercato insieme a padre, madre e uno dei due cugini di Saman (il secondo è l’unico finora rintracciato e arrestato).