Politica

Conte vince la lotta con Grillo per il Movimento 5 Stelle: “Indipendenza del capo politico” e nuovo Statuto

Giuseppe Conte ha espugnato il Movimento 5 Stelle e presenta ora il nuovo Statuto che marginalizza la figura del garante Beppe Grillo. L'ex premier annuncia anche battaglia sulla riforma della Giustizia
giuseppe conte diretta facebook

Messa in soffitta la rottura con Beppe Grillo, che rischiava di costare al Movimento 5 Stelle una sanguinosa scissione, Giuseppe Conte torna con le sue indimenticabili dirette Facebook. L’Avvocato del Popolo presenta il “progetto di rinnovamento del Movimento 5 Stelle” con lui al vertice. Un’investitura, con il garante che si è fatto da parte, che lo porterà lunedì anche a incontrare il premier Mario Draghi sul tema scottante per i pentastellati: la riforma della Giustizia. Conte è meno accondiscendente di Grillo in merito ad alcune scelte del governo e annuncia già contrarietà alla riforma Cartabia.

Conte, l’incoronazione con la diretta Facebook

Giuseppe Conte ce l’ha fatta. L’ex presidente del Consiglio ha scalzato Beppe Grillo e preso il timone del Movimento 5 Stelle, riuscendo ad arginare la figura del garante. “È finalmente arrivato il momento tanto atteso, il Movimento 5 Stelle riparte con nuovo slancio e nuova forza“, dichiara Conte in una diretta Facebook. Gli ostacoli non sono mancati ma “abbiamo saputo superarli lasciandoceli alle spalle. Possiamo ripartire spinti dal vento delle battaglie che verranno, che spazza via dubbi e le incomprensioni“.

Il nuovo Statuto del Movimento 5 Stelle e l’indipendenza da Beppe Grillo

Il nuovo leader presenta il rinnovato Statuto del Movimento 5 Stelle, che introdurrà la Carta dei Principi e dei Valori, su cui si è combattuta l’aspra battaglia con Beppe Grillo. Le modifiche saranno votate dagli iscritti dal 2 al 6 agosto, e il loro scopo sarà proprio quello di fare chiarezza su ruoli e contenuti, ovvero su chi tiene in mano le redini.

In particolare, tra “le basi per far ripartire il Movimento” individuate da Conte, c’è “la piena agibilità del presidente del Movimento, una chiara separazione tra ruoli di garanzia e di indirizzo politico“, parole che segnando la vittoria definitiva su Grillo.

La leadership di Conte non sarà amputata o osteggiata dall’ingombrante figura del garante, almeno secondo le nuove regole.

Il nuovo Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte

L’ex premier presenta il rinnovo del Movimento, con centralità degli iscritti, che “potranno dare vita a gruppi territoriali di scambio” e l’introduzione di “forum tematici, luoghi di discussione e di confronto“, che saranno aperti anche ai non iscritti.

L’obiettivo è “rilanciare quel grande progetto civico e politico nato 12 anni fa dalle intuizioni e dalla passione di Beppe Grillo e di Gianroberto Casaleggio“.

Conte rilancia anche i temi cari allo zoccolo duro del Movimento, come “lotta alle disuguaglianze, la sostenibilità ambientale e la transizione energetica e digitale“. Questo progetto, che avrebbe “imposto nel dibattito politico temi che stavano a cuore i cittadini ma che la classe politica fingeva di ignorare“, ha “oggi bisogno di nuova linfa“, sostiene l’ex premier: “È quello che i cittadini si aspettano da noi“.

Il rapporto con il governo Draghi

Conte difende le riforme compiute dal Movimento 5 Stelle durante i suoi due governi e dichiara che “oggi non possiamo rischiare che vengano cancellate.

È una questione di rispetto per la democrazia“. L’avvertimento è senza dubbio diretto alla maggioranza del premier Draghi, che minaccia capisaldi del Movimento, come il reddito di cittadinanzache oggi qualcuno per interesse di bottega vorrebbe smantellare“.

Siamo quelli che vogliono processi veloci, ma non accetteranno mai che vengano introdotte soglie di impunità, e vengano negata giustizia alle vittime dei reati“, avverte Conte sulla riforma della Giustizia approvata in Consiglio dei Ministri anche con i voti del Movimento.

Noi siamo e saremo sempre dalla parte di chi non ce la fa“, conclude il nuovo presidente, rivolgendosi a precari, donne e categorie fragili, ma anche strizzando l’occhio alla classe media, per cui rivendica la riforma dell’assegno unico “entrato in vigore ora“.

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