Cronaca Nera

Nada Cella, un nuovo audio nell’inchiesta sull’omicidio di Chiavari: le parole della testimone anonima

Omicidio Nada Cella: 25 anni dopo il delitto, con la riapertura dell'inchiesta spuntano altri elementi sul cold case. Tra questi, un altro audio della testimone anonima che disse di aver visto qualcosa
Nada Cella: minacce alla criminologa del caso

Eravamo in cinque, non so perché le altre non parlano“. Così, in un altro passaggio della telefonata anonima fatta a casa di Marco Soracco, datore di lavoro di Nada Cella all’epoca dell’omicidio, l’interlocutrice, attualmente ancora misteriosa, parlava alla madre dell’uomo di ciò che avrebbe visto insieme ad altre persone. Soggetti non ancora identificati che, secondo quello spezzone del racconto, avrebbero assistito alla presunta scena del motorino la mattina del 6 maggio 1996, giorno del delitto. Si tratta di un altro contenuto diffuso dagli inquirenti dopo la riapertura del caso, 25 anni dopo l’orrore di via Marsala, che segue quello pubblicato pochi giorni fa nel tentativo di dare un nome e un volto a potenziali testimoni.

Nada Cella, il nuovo audio nell’inchiesta sull’omicidio di Chiavari

Attenzione. Sono stati diffusi altri 2 spezzoni della stessa telefonata anonima giunta a casa Soracco nell’agosto del 1996. Sicuramente almeno altre 4 persone conoscono non solo l’identità della donna ma anche alcune circostanze relative l’accaduto. Rinnovo l’appello agli abitanti di Chiavari.

C’è bisogno del vostro aiuto“. Lo scrive su Facebook Antonella Pesce Delfino, la criminologa che con le sue indagini ha portato il cold case Nada Cella a una svolta con la recente riapertura, 25 anni dopo il delitto. L’appello è a chiunque possa riconoscere la voce della misteriosa donna che chiamò la madre di Marco Soracco, commercialista presso cui la giovane vittima all’epoca lavorava, per raccontare un episodio relativo alla mattina dell’omicidio consumatosi nell’ufficio di via Marsala.

Nel primo spezzone della telefonata, l’anonima avrebbe riferito di aver visto Annalucia Cecere, l’ex insegnante attualmente indagata per l’omicidio di Nada Cella, andare via da quella strada, la stessa mattina, in sella a un motorino (sequestrato dagli inquirenti pochi mesi fa e ora al vaglio alla ricerca di tracce), “sporca” e con l’aria sconvolta.

Nel nuovo passaggio della chiamata, diffuso dagli inquirenti per risalire all’identità della testimone, si sente: “Sì la conoscono signora. È che stanno tutte zitte. Le altre stanno tutte zitte ma eravamo diverse. Io non faccio nomi ma eravamo diverse, io non so perché le altre non parlano. Eravamo in cinque“. Nello stesso contenuto, la voce aggiunge: “Il sospetto mi è venuto al pomeriggio quando l’ho saputo… ho detto ‘Madonna questa stamattina…’.

Poi abbiamo parlato con qualche ragazza tra noi e abbiamo detto ce l’ha l’ardire, perché quando dice ‘Ti spacco la testa in due…’“.

Omicidio Nada Cella: caccia alla testimone anonima

La recente riapertura delle indagini sulla morte di Nada Cella è costellata da una serie di elementi che, secondo la famiglia, potrebbero portare alla soluzione del caso. Attualmente, riporta Ansa, 3 persone risultano iscritte nel registro degli indagati: Annalucia Cecere, indagata per omicidio, e Marco Soracco e la madre (su questi ultimi penderebbe l’ipotesi di false dichiarazioni al pm con il sospetto che possano aver mentito sul tenore del rapporto tra lo stesso commercialista e l’ex insegnante).

Di seguito, riportato dalla stessa criminologa Pesce Delfino, il primo passaggio dell’audio diffuso nel tentativo di individuare l’autrice della telefonata: “L’ho vista che era sporca, ha infilato tutto nel motorino. L’ho salutata e non mi ha guardato. E infatti le dico la verità: 15 giorni fa l’ho incontrata in carruggio, che andava alla posta, non mi ha nemmeno guardato“. 

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