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Per il Quirinale si va al muro contro muro alla quarta votazione: scheda bianca per il PD. Letta: “Soluzione venerdì”

La quarta votazione vede ancora una contrapposizione tra partiti, con il PD che va di nuovo sulla scheda bianca, tenendo il punto con il centrodestra. Letta prevede una soluzione entro venerdì.
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Non c’è ancora la quadra sul Quirinale, per cui domani ci sarà la quarta votazione, con il quorum che scenderà a 505 voti per eleggere il presidente della Repubblica. Mentre la serata si agita con riunioni di grandi elettori e incontri di sherpa, slitta ancora un confronto su un nome per il Colle, cosicché il PD decide di votare nuovamente scheda bianca, un segno di sfida alla voglia di spallata che pare abbia Matteo Salvini. Enrico Letta assicura una soluzione entro venerdì, e continua a sostenere Draghi decidendo di andare alla conta in Aula, in caso il centrodestra convoglierà i voti su un candidato di bandiera.

Quirinale, scheda bianca per il PD. Letta: “Voteremo il presidente venerdì”

C’è insofferenza da parte del segretario del Partito Democratico di fronte a una situazione totalmente incartata sul Quirinale. Dalla riunione dei grandi elettori dem, trapelano posizioni di muro contro muro sul tentativo di forzare la mano del centrodestra, con Salvini che avrebbe o vorrebbe provare a eleggere un candidato o una candidata alla quarta votazione. “È tutto completamente per aria, e non per colpa nostra“, avrebbe dichiarato Letta, che teme anche la reazione di Mario Draghi a una candidatura raffazzonata.

Dobbiamo fare di tutto per evitare di perdere Draghi, di qualsiasi ruolo si tratti. Siamo stati abbastanza soli in questo tentativo“, continua il segretario del PD. La decisione dunque è di serrare i ranghi e votare di nuovo scheda bianca domani, con la speranza forse che il centrodestra si schianti alla conta dei voti. “Grazie alla nostra fermezza il centrodestra ha fatto i conti con la realtà“, è l’analisi del voto di oggi, in cui esce soddisfatta unicamente Giorgia Meloni, con buona pace di Salvini.

Sul piatto il governo: il monito di Letta

Non tutto è perduto, comunque.

Letta lascia aperto uno spiraglio: “Se arriveremo a delle novità prima del voto delle 11, allora ci incontreremo e ne discuteremo“, dichiara, pensando forse al conclave invocato con il centrodestra.

La coalizione guidata da Salvini ha posticipato a domani mattina l’incontro, probabilmente per permettere che le trattative vadano avanti nella notte.

La posta infatti si fa alta, dato che, come spiega Letta, “la vicenda del presidente della Repubblica” è legata alla “tenuta dell’esecutivo“. Probabilmente da Palazzo Chigi inizia a trapelare un certo fastidio. È improbabile che il presidente del Consiglio mandi giù Pier Ferdinando Casini, con cui ci sono fratture passate, o Elisabetta Casellati al Quirinale.

I due nomi, comunque, sembrano definitivamente tramontati, ma manca ancora un nome che convinca. L’unico, ancora una volta, sembra quello proprio di Draghi.

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