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Mosca lancia il suo ultimatum all’Occidente: la risposta della Russia sulla crisi in Ucraina

Crisi Ucraina - Russia: gli Stati Uniti ricevono un documento di 11 pagine in cui Mosca cristallizza il suo ultimatum. Kiev denuncia aumento di "provocazioni" filorusse in Donbass.
Mosca lancia il suo ultimatum all'Occidente: la risposta della Russia sulla crisi in Ucraina

Da qualche ora, un ultimatum approdato sul tavolo dell’Occidente porterebbe la firma di Mosca e aprirebbe a uno scenario incandescente. Secondo le ultime notizie in arrivo sulla crisi tra Ucraina e Russia, Putin avrebbe condensato la sua risposta agli Stati Uniti – e di riflesso a Europa e Nato – in un documento di 11 pagine che ricalca la presa di posizione del Cremlino contro le accuse di muoversi sul filo di un’invasione imminente, e avanza un orizzonte da più parti ritenuto ormai prossimo: la guerra. E secondo l’ultimo allarme di Kiev, sarebbero iniziati i bombardamenti nel Donbass, lungo la linea est ucraina che separa le forze del Paese e i separaristi filorussi.

Mosca lancia il suo ultimatum all’Occidente: la risposta della Russia agli Stati Uniti sull’Ucraina

La strada diplomatica per risolvere la crisi Ucraina – Russia sembra subire un nuovo restringimento dopo il botta e risposta tra Mosca e Washington registrato nelle ultime ore. L’Occidente chiede prove concrete di de-escalation ma, da giorni, secondo i lineamenti di un report dell’intelligence USA, le forze russe concentrate al confine sarebbero aumentate nonostante l’annunciato ritiro. La Cnn avrebbe mostrato, per contro, immagini satellitari che svelano come un ponte in costruzione su un fiume chiave in Bielorussia, attribuito a supporto del piano di invasione russo su Kiev, sia stato rimosso, ma gli interrogativi sulle reali intenzioni del Cremlino si fanno sempre più pressanti nel cuore di Europa e Stati Uniti.

Il presidente americano Joe Biden, sottolineata l’apertura al dialogo con Vladimir Putin, ha ricalcato il profilo di rischio di un’azione militare russa definendolo “molto elevato”. L’attacco, a suo dire, potrebbe materializzarsi “nei prossimi giorni” con una false-flag operation (letteralmente un’operazionesotto falsa bandiera” con cui attribuire al nemico la regia di attacchi e farne pretesto per scatenare l’offensiva).

In una lettera di 11 pagine inviata agli USA, Mosca avrebbe ribadito di essere pronta a discutere con l’Occidente, sulla scia di una cooperazione internazionale per dare vita a “una nuova equazione di sicurezza“. Ci sarebbero però dei punti critici attualmente pregnanti nella lettura degli eventi portata avanti dai russi, su tutti una considerazione del Cremlino: “La crescente attività militare degli USA e della Nato direttamente ai confini russi è allarmante“. Secondo la Russia, l’Alleanza atlantica avrebbe ignorato natura e pacchetto di proposte formalizzate da Mosca.

Richieste da cui, stando a quanto trapelato sul documento confezionato da Putin, sarebbero stati stati estrapolati deliberatamente punti “convenienti” poi “distorti” da Stati Uniti e loro alleati per trarne vantaggio.

Il testo si chiuderebbe con un ultimatum riportato dalle agenzie internazionali nelle ultime ore: “Questo approccio, così come la retorica dei funzionari statunitensi, rafforza i legittimi dubbi sul fatto che Washington sia veramente impegnata a risolvere la situazione della sicurezza europea.

In assenza della disponibilità da parte americana a concordare garanzie giuridicamente vincolanti della nostra sicurezza, la Russia sarà costretta a rispondere, anche attuando misure di natura tecnico-militare“.

La denuncia di Kiev: bombardamenti e violazioni al cessate il fuoco in Donbass

Da una parte, dunque, Putin chiede che la Nato riduca la sua influenza a est e che l’Ucraina non partecipi all’asse atlantico, dall’altro l’Occidente non è disposto a cedere di un millimetro sul principio “porte aperte” proprio dell’Alleanza atlantica, come ribadito a più riprese da Joe Biden e dal segretario generale Jens Stoltenberg.

In Consiglio di sicurezza Onu, il segretario di Stato Antony Blinken ha denunciato il presunto piano di Mosca: “Potrebbe inventare attacchi terroristici, inscenarne con droni contro i civili, compierne (veri o fasulli) con armi chimiche, rivelare false fosse comuni“, oppure “convocare teatralmente riunioni di emergenza” per rispondere a operazioni false-flag per far scattare l’attacco contro obiettivi “già identificati e mappati”.

Si tratta di interrogativi che andrebbero a puntare anche su quanto si starebbe verificando in queste ore lungo la linea di contatto tra i Paesi in Donbass, area est dell’Ucraina, dove Kiev avrebbe denunciato violazioni del cessate il fuoco tra le forze locali e i separatisti filorussi. Il ministero della Difesa ucraino avrebbe rilevato 60 violazioni della tregua nelle ultime 24 ore. Il timore crescente, a quanto si apprende, è che si possa usare un incidente sul campo per giustificare un’escalation militare.

A questo si somma l’incubo bombardamenti con la denuncia dell’esercito ucraino: secondo le forze di Kiev, separatisti supportati dalla Russia a est avrebbero colpito un asilo nella regione di Lugansk. Non ci sarebbero stati feriti, riferisce il Guardian, ma il presidente ucraino Volodymir Zelensky è intervenuto duramente sul punto: “Il bombardamento di un asilo a Stanytsia Luhanska da parte delle forze filorusse è una grande provocazione“.

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