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Di Maio avverte sulla guerra in Ucraina: “Bombe ai confini Ue, rischio che Putin porti avanti azioni disperate”

Il rischio che Vladimir Putin porti avanti "azioni ancora più disperate" nel tessuto del conflitto in Ucraina "è reale": lo precisa il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.
Di Maio avverte sulla guerra in Ucraina: "Bombe ai confini Ue, rischio che Putin porti avanti azioni disperate"

Luigi Di Maio torna sull’evoluzione della guerra in Ucraina e sottolinea la necessità di arginare lo spettro di una deriva ancora più devastante nel teatro del conflitto, ormai alle porte dell’Unione europea. Il ministro degli Esteri italiano lancia un avvertimento sul rischio che un prolungamento delle ostilità e uno stallo nel negoziato porti a una ulteriore escalation con “azioni ancora più disperate” da parte del presidente russo Vladimir Putin.

Di Maio avverte sulla guerra in Ucraina e sul rischio di “azioni disperate” di Putin

Poche ore fa, all’alba della nuova fase negoziale in Turchia tra Russia e Ucraina, Luigi Di Maio è tornato sui rischi legati all’attuale stato di stallo nelle trattative tra Mosca e Kiev e sull’orizzonte di escalation militare.

Ogni iniziativa a livello nazionale e internazionale deve portare al raggiungimento della pace e della stabilità in Ucraina e in tutta l’Europa – ha dichiarato il titolare della Farnesina in un post su Facebook –. Nelle prossime settimane la furia dell’esercito russo potrebbe intensificarsi sempre di più. Questo provocherebbe ancora più morte, dolore, disperazione. La guerra di Putin va fermata“.

Il ministro degli Esteri ha sottolineato la necessità di investire ancora più sforzi sull’asse diplomatico, non nascondendo preoccupazione sulla possibile deriva del conflitto: “Il pericolo è reale, le bombe russe stanno esplodendo in Ucraina causando la morte di centinaia di civili.

Bombe che scoppiano ai confini dell’Unione Europea. Questa invasione violenta va fermata, prima che la guerra diventi ancora più catastrofica e Putin porti avanti azioni ancora più disperate“.

Di Maio insiste sulla via diplomatica: “Non ci fermeremo

La via diplomatica, più volte assediata dalle incognite che gravitano intorno alle difficoltà di dialogo tra Kiev e il Cremlino, resta l’unica opzione sul tavolo dell’Occidente, al netto del ribadito no della Nato a un intervento diretto in Ucraina (che sia con una no-fly zone o con la cessione di aerei, più volte chiesti da Volodymyr Zelensky e altrettante volte negati dall’Alleanza atlantica per il rischio di un allargamento delle ostilità e di una terza guerra mondiale).

“L’Italia, in ogni riunione e in ogni consesso bilaterale e multilaterale, continua a lavorare per il raggiungimento della pace.

Non ci fermeremo fino a quando le bombe russe non smetteranno di esplodere“, ha precisato ancora Di Maio, ricalcando la posizione italiana nell’ambito delle iniziative occidentali per ripristinare la stabilità nello scacchiere internazionale.

Sullo sfondo di una situazione incandescente, il presidente USA Joe Biden – nel suo intervento a Varsavia – ha introdotto nuove vibrazioni di tensione e ha alimentato le criticità sul tavolo della trattativa. Il capo della Casa Bianca ha definito Vladimir Putinun macellaio“, sostenendo che non possa restare al potere. A margine di una prima replica, il Cremlino ora torna sulla questione dipingendo come “allarmanti” le parole spese dal leader degli Stati Uniti sul suo omologo.

Lo ha sottolineato il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, questa mattina: “Continueremo a monitorare da vicino le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, le registriamo attentamente e continueremo a farlo“.

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