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Aborto vietato dopo 15 settimane di gravidanza: in Florida la legge che vale anche in caso di stupro o incesto

Stretta sull'aborto in Florida: le donne non potranno interrompere la gravidanza dalla 15esima settimana, e questo anche in caso di stupro, incesto o tratta di esseri umani.
Aborto vietato dopo 15 settimane di gravidanza: in Florida la legge che vale anche in caso di stupro o incesto

Da poche ore, la legge sul divieto di aborto dopo 15 settimane di gravidanza ha una firma. Quella del governatore della Florida, Ron DeSantis, secondo cui è bene non ammettere la procedura neppure in casi di stupro, incesto o tratta di esseri umani. Da Amnesty International l’allarme sulla minaccia al diritto di aborto negli Stati Uniti: “Triste segnale di un passo indietro“.

Aborto vietato dopo 15 settimane di gravidanza: in Florida la legge che vale anche in caso di stupro o incesto

Proteggere le vite dei più vulnerabili della Florida“. Questa la motivazione che campeggia sul comunicato ufficiale con cui Ron DeSantis, governatore dello Stato, annuncia la firma della legge che vieta l’aborto dopo 15 settimane di gravidanza.

Anche in caso di stupro, incesto o tratta di esseri umani.

Lo stesso DeSantis si è detto “orgoglioso” di aver impresso la sua firma sul documento che impedisce alle donne di interrompere la gravidanza dalla 15esima settimana, anziché dalla 24esima come attualmente previsto. È quanto disposto con il “Reducing Fetal and Infant Mortality Act”, in vigore dal prossimo 1° luglio.

Diritto all’aborto a rischio negli Stati Uniti: l’allarme di Amnesty e la situazione

La nuova legge approvata in Florida è la misura più dura mai approvata nello stesso Stato contro l’aborto.

La stretta era stata annunciata dal governatore poche settimane fa e ora lo scenario americano si fa sempre più critico.

Il diritto all’aborto è gravemente minacciato negli Stati Uniti. I recenti divieti, emanati a livello statale, hanno messo in discussione le protezioni legali che garantiscono l’accesso all’aborto. (…) C’è il rischio che possa arrivare una sentenza negativa che eliminerà le tutele legali a livello federale, lasciando ai singoli Stati la scelta sul diritto all’aborto.

 Mentre negli ultimi anni le azioni intese a depenalizzare e legalizzare l’aborto in paesi come l’Argentina, l’Irlanda ed il Messico hanno rappresentato un’enorme vittoria per la comunità internazionale, i divieti imposti negli Stati Uniti – insieme all’operato dei tribunali che li hanno sostenuti – sono un triste segnale che il Paese sta facendo un passo indietro nel rispetto dell’obbligo di proteggere i diritti delle persone in gravidanza“.

È quanto sottolineato da Amnesty International, in un focus sullo stato della situazione per migliaia di donne oltreoceano. Quanto accaduto in Florida e in altri Stati è un fallimento nella difesa dei diritti umani, compresi quello alla vita, alla salute e alla dignità.

Le leggi contro l’aborto negli USA hanno un impatto ancora più pesante, spiega Amnesty, su ragazze e donne di colore, native e appartenenti a minoranze, su persone Lgbtqi+ e su quelle a basso reddito: “Il diritto all’aborto sicuro, negli Stati Uniti, è una questione di genere, razza e giustizia economica e la perdita di tale diritto rientra in una campagna anti-diritti che prende di mira anche il godimento di altri diritti sessuali e riproduttivi“.

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