
Dopo la seconda semifinale andata in onda sabato 13 dicembre, conclusasi senza eliminazioni, Ballando con le Stelleentra sempre più nel vivo della competizione e si avvicina alla finale. In gara restano sei concorrenti, protagonisti non solo di esibizioni tecnicamente sempre più impegnative, ma anche di racconti personali che stanno emergendo puntata dopo puntata. Il programma, infatti, continua a intrecciare danza e vita, mostrando il lato umano dei partecipanti tra soddisfazioni, fragilità e percorsi di crescita.
Tra i momenti più intensi dell’ultima puntata c’è stato quello che ha coinvolto Fabio Fognini durante le prove con la sua maestra Giada Lini. In una clip trasmessa in studio, il tennista è apparso visibilmente in difficoltà mentre cercava di eseguire un passo, bloccato da una forte sensazione di ansia. Un episodio che lo ha spinto ad aprirsi e a raccontare un aspetto delicato della sua vita, legato al suo passato sportivo.
Il racconto di Fabio Fognini
Parlando della sua esperienza, Fognini ha spiegato come quella sensazione provata in sala prove abbia riattivato ricordi profondi: “Questa difficoltà, quando giocavo a tennis in un momento determinante della mia carriera, mi ha portato a un attacco di panico”. Un’ammissione sincera, che ha colpito pubblico e giuria, mostrando quanto anche chi è abituato ai grandi palcoscenici possa trovarsi a fare i conti con emozioni travolgenti.
Il tennista ha poi raccontato di aver sofferto a lungo di attacchi di panico, rivelando quando tutto è iniziato. La prima volta è arrivata alla vigilia di una partita fondamentale: “Mi è successo al Roland Garros, durante la notte mi sono svegliato e ho iniziato a sudare, non sentivo più il braccio sinistro, il battito del cuore a 6mila, mi sono spaventato”. Un episodio che lo ha segnato profondamente e che ha cambiato il suo modo di vivere lo sport e la pressione agonistica.
In un primo momento, la paura per quello che stava accadendo al suo corpo ha preso il sopravvento. Col tempo, però, Fognini ha intrapreso un percorso di consapevolezza che gli ha permesso di affrontare il problema senza vergogna, anche grazie al supporto di una psicoterapeuta. “Non è una debolezza, vuol dire che quando sei in uno stress elevato il tuo corpo ne risente. Non sai cosa fare, ti si annebbia la vista, ti senti morire”, ha spiegato con grande lucidità.
Oggi il suo rapporto con l’ansia è cambiato. “Adesso sono consapevole che gli attacchi di panico si possono ripresentare ma, arrivato all’età di circa 40 anni, so come gestirli e accoglierli. Sono riuscito a uscirne e a parlare con dei professionisti”. Un messaggio forte, che va oltre la gara e trasforma Ballando con le Stelle in uno spazio di racconto autentico, dove la danza diventa anche uno strumento per affrontare se stessi.


