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Influenza in Italia, l’allarme dei medici: “Ondata mai vista, chi deve stare attento”

Pubblicato: 14/12/2025 08:36

La stagione delle infezioni respiratorie continua a intensificarsi e i numeri confermano una tendenza in crescita che sta interessando una parte sempre più ampia della popolazione. Nell’ultima rilevazione settimanale, il quadro complessivo mostra un aumento sensibile dei casi, con centinaia di migliaia di persone costrette a letto da sindromi respiratorie acute. Il conteggio più recente parla di 695mila nuovi episodi, un balzo di circa 100mila casi in più rispetto alla settimana precedente, segno di una circolazione virale sempre più sostenuta.

Il monitoraggio effettuato da RespiVirNet evidenzia come l’impatto complessivo dall’inizio della sorveglianza abbia ormai raggiunto quota circa 4 milioni di casi, un dato che restituisce la portata del fenomeno su scala nazionale. L’incremento non riguarda soltanto il numero assoluto delle infezioni, ma anche la loro diffusione geografica, che appare ormai estesa e trasversale alle diverse fasce d’età.

Il ruolo dei virus influenzali nella nuova ondata

Un elemento che emerge con chiarezza è il peso crescente dei virus influenzali nella genesi dei contagi. Se nelle fasi iniziali della stagione erano soprattutto altri agenti respiratori a circolare, ora la situazione sembra essersi ribaltata. A dominare il quadro è in particolare il virus A/H3N2, un tipo già noto alla comunità scientifica ma che, negli ultimi anni, aveva avuto una presenza piuttosto limitata.

La peculiarità di questa stagione sta nel fatto che A/H3N2 è tornato a circolare in modo più consistente e con caratteristiche in parte rinnovate. Il ceppo che sta contribuendo all’aumento dei casi include infatti una variante emersa nei mesi scorsi nell’emisfero Sud, successivamente arrivata anche alle nostre latitudini. Questo passaggio geografico ha favorito un contatto con una popolazione che, in larga parte, non aveva una recente esposizione a questo specifico virus.

L’insieme di questi fattori contribuisce a spiegare perché l’influenza stia mostrando un andamento così marcato. La combinazione tra una maggiore suscettibilità individuale e la presenza di un ceppo che ha circolato poco in passato crea le condizioni ideali per una diffusione rapida. Non sorprende quindi che l’attenzione resti alta, soprattutto in vista delle prossime settimane, quando il picco stagionale potrebbe non essere ancora stato raggiunto.

In questo contesto, la lettura dei dati dell’Istituto Superiore di Sanità offre uno spaccato utile per comprendere l’evoluzione del fenomeno e per ricordare quanto le infezioni respiratorie continuino a rappresentare una sfida rilevante per la salute pubblica.

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