
Dopo una partenza incerta, il titolo Juventus ha cambiato marcia mostrando una crescita decisa sui mercati finanziari. Le azioni del club bianconero hanno registrato un rialzo del 4,69%, consolidando una corsa iniziata già nella seduta precedente, chiusa con un balzo superiore al 18%. Martedì i titoli sono passati di mano oltre la soglia dei 2,7 euro, attirando l’attenzione degli operatori e alimentando un clima di forte aspettativa intorno al futuro della società.
A catalizzare l’interesse degli investitori è il confronto, tutt’altro che sopito, tra Exor e Tether, la piattaforma di stablecoin fondata nel 2014 da Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino. La cripto-società detiene già una partecipazione dell’11,5% nel capitale della Juventus e ha messo sul tavolo un’offerta da 1,1 miliardi di euro, pari a 2,66 euro per azione. Una proposta che la holding della famiglia Agnelli ha respinto, rimandandola al mittente senza esitazioni.
La sfida tra Exor e Tether accende il mercato
Nonostante il rifiuto formale, la reazione della Borsa racconta una storia diversa. Le quotazioni hanno superato il prezzo indicato nell’offerta di Tether, segnale che gli investitori scommettono su nuovi sviluppi e su un possibile rilancio. La speculazione ha così spinto il titolo oltre i 2,71 euro, rafforzando l’idea che la partita per il controllo della Juventus non sia affatto conclusa.
Il tema è diventato centrale anche per via di una scelta storica della proprietà. Gli Elkann, che controllano la Juventus da 102 anni, non hanno mai proceduto al delisting del club dalla Borsa. Una decisione che oggi, secondo molti osservatori, espone la società alle pressioni del mercato e all’attivismo di soggetti pronti a sfruttare le opportunità offerte da una capitalizzazione contendibile.
A rafforzare la posizione della famiglia Agnelli è intervenuto direttamente John Elkann, presidente del club, che ha diffuso un video per ribadire un concetto chiave: la Juventus non è in vendita. Un messaggio chiaro, volto a rassicurare tifosi e stakeholder sulla continuità della proprietà. Tuttavia, il mercato sembra guardare oltre le dichiarazioni ufficiali.
Gli scambi in Borsa indicano che una parte degli investitori ritiene plausibile un nuovo affondo di Tether, magari con una proposta più allettante rispetto a quella già respinta. Il fatto che il prezzo per azione abbia superato i 2,66 eurodell’offerta iniziale è letto come un segnale inequivocabile: il mercato attribuisce valore alla possibilità di un rilancio e considera aperta la sfida tra Exor e la cripto-società.
In questo scenario, la Juventus si trova al centro di una dinamica inedita per il calcio italiano, dove finanza tradizionale e mondo delle criptovalute si incrociano. Una partita che, almeno per ora, continua a giocarsi soprattutto sui tabelloni di Piazza Affari.


