Vai al contenuto

Paura di una guerra mondiale? Sondaggio shock: gli italiani pensano che sia probabile

Pubblicato: 16/12/2025 08:15

Un clima di incertezza globale, timori diffusi e una fiducia che si incrina nei confronti delle grandi potenze. È questo il quadro che emerge dall’undicesima edizione dell’osservatorio Ispi-Ipsos Doxa sugli italiani e la politica internazionale, che restituisce l’immagine di un Paese attraversato da profonde preoccupazioni sul futuro del mondo e sul ruolo dell’Occidente. Il 2025 viene giudicato negativamente da una larga parte dell’opinione pubblica, segno di un malessere che non riguarda solo l’attualità ma anche le prospettive a medio termine.
Leggi anche: Guerra, sondaggio shock: “Arruolarsi?”. Cosa rispondono gli italiani

Secondo la rilevazione di fine anno, quasi un italiano su due considera probabile lo scoppio della Terza guerra mondiale entro i prossimi tre anni. Una percentuale elevata, pari al 45%, che pur risultando in calo rispetto all’anno precedente continua a fotografare un sentimento di ansia diffusa. La percezione di un mondo più instabile e meno prevedibile resta dunque dominante, anche se con qualche lieve segnale di ridimensionamento rispetto al passato recente. Insomma, gli italiani stanno vivendo un periodo che ricorda molto “La grande guerra”, la commedia drammatica del 1959 diretta da Mario Monicelli e interpretata da Vittorio Gassman e Alberto Sordi.

Paure globali e leadership internazionali

Nel giudizio dei cittadini, la scena internazionale è dominata da figure considerate decisive per gli equilibri mondiali. Donald Trump viene indicato come il leader più influente della politica internazionale, nettamente davanti al presidente cinese Xi Jinping e a quello russo Vladimir Putin. Tuttavia, a un anno dal ritorno di Trump alla guida degli Stati Uniti, il bilancio percepito dagli italiani appare negativo: per il 40% la situazione è peggiorata sia per Washington sia per il resto del mondo.

Questo giudizio si riflette anche nel rapporto con gli alleati storici. L’immagine degli Usa come punto di riferimento solido comincia a vacillare. Se fino a poco tempo fa oltre la metà degli intervistati li considerava alleati, oggi questa quota si è ridotta sensibilmente. Parallelamente cresce il numero di chi li percepisce come avversari o, più spesso, resta indeciso. Un segnale che racconta una fiducia meno scontata e più fragile nei confronti della leadership americana.

Stati Uniti e alleanze sotto osservazione

La distanza tra chi vede gli Stati Uniti come alleati e chi li considera avversari si è notevolmente ridotta, mentre aumenta l’area dell’incertezza. Washington viene giudicata solo marginalmente più affidabile di Pechino, un dato che evidenzia quanto le scelte della nuova amministrazione abbiano inciso sulla percezione europea. Le tensioni sui dossier strategici, dalla sicurezza collettiva ai rapporti economici, sembrano aver lasciato un segno profondo nell’opinione pubblica italiana.

In questo contesto, la Russia continua a essere indicata come la principale minaccia globale, pur con un leggero calo rispetto all’anno precedente. Seguono, a distanza, gli Usa e Israele, a conferma di un panorama internazionale percepito come complesso e privo di certezze nette.

Ucraina, Europa e le attese per il futuro

Guardando al futuro prossimo, la maggiore preoccupazione degli italiani è il rischio di una recessione in Europa, che supera persino le paure legate ai conflitti armati. Al tempo stesso, l’evento più atteso in vista del 2026 è la pace in Ucraina, indicata da oltre un terzo degli intervistati. Seguono le speranze di una ripresa della crescita europea e di un miglioramento delle relazioni tra le grandi potenze, mentre la pace in Medio Oriente occupa una posizione più arretrata.

Proprio sul conflitto ucraino emergono divisioni significative. Una quota rilevante della popolazione ammette di non avere un’opinione definita, segno di un tema percepito come complesso e lontano. Tra chi si esprime, prevale l’idea di possibili concessioni territoriali alla Russia come strada per arrivare alla fine della guerra. Restano minoritarie sia le posizioni favorevoli all’interruzione totale del sostegno militare a Kiev sia quelle che auspicano un appoggio incondizionato fino alla riconquista dei territori perduti.

Nel complesso, l’osservatorio restituisce l’immagine di un Paese che guarda al mondo con apprensione, sospeso tra timori di conflitti globali, incertezze economiche e una fiducia sempre più selettiva nei confronti degli attori internazionali.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 16/12/2025 08:16

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure